La festa di Halloween è un momento evocativo, che attraverso i suoi simboli e le sue tradizioni risveglia, dentro ognuno di noi, quelle paure ataviche ed assopite nel tempo, che fanno parte integrante dell’animo umano. La paura dell’ignoto, del trascendente, del magico. Terrore ed attrazione, due sentimenti opposti che ci animano e ci tengono attaccati alle pagine di un libro o ad uno schermo, quando leggiamo storie che ci parlano di fantasmi o guardiamo film horror. Con questo spirito di attrazione e di ricerca, mossi dal piacere di tramandare le “storie di paura”, che sono una fetta importante del patrimonio culturale e tradizionale, tramandato oralmente nella nostra regione, noi di Real Umbria vi conduciamo per mano in questa notte spettrale, alla scoperta dei fantasmi più noti dell’Umbria.

Iniziamo il nostro viaggio a pochi chilometri da Perugia, lungo la via Pievaiola, nella frazione di Tavernelle dove si trova uno dei luoghi storicamente più infestati dell’Umbria, il Castello di Macereto. Sarebbero state numerose le apparizioni registrate nel corso degli anni in questo maniero. Un plotone fantasma di soldati in armi, vestito con armature di foggia medievale,  scenderebbe le scale del castello nelle notti di luna piena. I soldati avrebbero volti scheletrici e occhi cavi e tenebrosi. Un luogo sicuramente da  brividi, purtroppo al momento non visitabile in quanto proprietà privata.

fantasmi con sedia a dondolo

Proseguiamo il cammino spostandoci a circa 18 chilometri dal capoluogo di regione, dove troviamo un altro luogo spettrale: il giardino del Colonnello a Castel d’Arno. In questo giardino, il sanguinario Colonnello Alfani avrebbe sepolto le vittime delle scorribande, che ebbe modo di compiere con i suoi sgherri alla fine del 1500. Il posto, oggi in gran parte in stato di abbandono, è convertito ad uliveto. I racconti popolari dicono che anche qui, nelle notti di luna piena, si possano sentire le voci dei morti sepolti che chiedono giustizia.

Un’altra città del nord dell’Umbria che può vantare un’importante presenza spettrale è Città di Castello. Nella metà del 1500, all’interno del palazzo storico che ospita la pinacoteca comunale, abitava una donna affascinante, la sora Laura, che era solita uccidere i suoi amanti dopo averli sedotti. Voci spettrali, rumori  e strane apparizioni sono riportate come reali dai visitatori più sensibili.

Scendendo verso sud si approda a Foligno. La città della Quintana ospita ben due spettri, protagonisti della narrazione popolare: una capra dagli occhi di fuoco che apparirebbe ai malcapitati nei pressi di un castello in rovina, non chiaramente identificato ed il fantasma di suor Maria Teresa Gesta, morta nel 1859 all’interno del monastero di S. Anna. I suoi lamenti sarebbero udibili nelle notti in cui lo spettro si aggira senza pace in quei luoghi. Lo spirito della suora avrebbe inoltre lasciato un’impronta infuocata in una stanza del monastero.

Nello spoletino invece troviamo una storia di fantasmi più attuale. Sulla cima del Monteluco troviamo una struttura alberghiera molto in voga negli anni d’oro del Festival dei Due Mondi. Imponente e tetro, in stato di totale abbandono, l’Hotel del Matto è diventato oggetto di indagine per numerosi ghost hunter provenienti da tutta Italia. Strane presenze infesterebbero il luogo a causa di rituali oscuri svolti al suo interno dopo la chiusura.

A Monteleone di Spoleto invece una leggenda narra che, al termine della seconda guerra mondiale, una bambina venne uccisa dai nazisti durante un rastrellamento di cittadini ebrei. Questo terribile episodio sarebbe avvenuto il 23 luglio e in quella data, allo scoccare della mezzanotte, si sentirebbero ogni anno le urla strazianti e i pianti della bimba nei pressi di palazzo Congiunti.

Chiudiamo questa nostra prima rassegna sui fantasmi dell’Umbria con un grande classico della narrativa del terrore: il cimitero infestato. A Monte Acuto, nei pressi di Umbertide, si trova un piccolo cimitero di montagna, all’interno del quale succederebbero strani eventi di notte. Voci, urla, fuochi fatui e rumori indefiniti accoglierebbero il visitatore in un abbraccio di puro terrore.

Le storie di fantasmi, che siano o meno realtà, colorano da sempre la narrativa popolare. Possiamo solo immaginare quale potere evocativo avessero in un passato privo di distrazioni e tecnologia, raccontate davanti a un fuoco, nelle case di campagna immerse in un’oscurità avvolgente. Ancora oggi, se ci concentriamo, possiamo sentirne le voci e le sensazioni in questa magica notte di Halloween.   

rovine fantasma