Capita spesso di percorrere velocemente, magari ogni giorno e concentrati alla guida il viale alberato in salita che da Via Innamorati porta al Cassero di Porta Sant’Angelo. Spesso non ci accorgiamo di attraversare un luogo che invece, se osservato con attenzione, ospita curiose manifestazioni d’arte.

Chi era Zeffirino Faina?

Viale Zeffirino Faina deve la sua denominazione al conte perugino coinvolto nella fondazione della Provincia di Perugia dopo la proclamazione del Regno d’Italia nel 1861. Il suo ruolo politico-sociale crebbe grazie al suo spirito imprenditoriale e alla sua attività presso i circoli liberali del capoluogo umbro dell’epoca. Egli fu protagonista della storia sociale, economica e politica locale e la strada alberata di tigli che ne porta il nome è la sede del quartiere delle ex case operaie. In questa via, infatti, nacquero le prime grandi industrie umbre del Novecento e i primi movimenti sociali degli operai.

Una realtà in continuo cambiamento

Solo passeggiando ci si può accorgere che le cortecce degli alberi e le mura che abbracciano il Viale sono la sede dei capolavori realizzati da Adriano Massettini Moretti, l’artista che dà vita a bassorilievi e sculture plasmati in argilla e cellulosa. Le figure rappresentate richiamano simbologie appartenenti alle civiltà indigene, agli antichi popoli che onoravano la connessione spirituale dell’essere umano agli elementi della natura. Tutte le sculture che appaiono sono realizzate con materiali naturali e di recupero: argilla, acqua, tappi di sughero, pigne, foglie, rami, frammenti di conchiglie e altro ancora. 

Questa galleria d’arte a cielo aperto che si trova appena fuori dal centro storico del capoluogo umbro è il testimone di una tipologia di street-art che, attraverso le sue creazioni, dà forma al rapporto ancestrale che c’è tra natura ed essere umano. 

Le composizioni che raffigurano creature tra immaginario e reale e che spuntano nel cosiddetto Borgo d’Oro sono la manifestazione della passione dell’artista che coniuga tradizione spirituale, simbolismo e rispetto della natura. L’opera, nel suo complesso, è sempre al passo con le stagioni e può essere collocata in quel movimento artistico definito come “rimodellamento continuo”. Lo stesso artista dichiara che le sue creazioni si adattano ai fenomeni fisici e meteorologici che le riplasmano fino a farle scomparire.

Creazione e dissoluzione della materia

Nel 2019 purtroppo alcune delle sculture di creta realizzate in quello che è stato definito “il muro dei sogni” vennero danneggiate durante la notte ma, l’appassionato artista, amareggiato da così poco rispetto, ne raccolse i resti e non abbandonò l’avventura di continuare a rendere bello uno dei viali storici della città. Secondo Adriano, la realtà è sogno e la rappresentazione artistica è insieme un gioco e una sperimentazione degli elementi naturali da parte dell’uomo. Questo linguaggio universale è una forma di liberazione che esprime il nostro essere e non può essere vincolato ma bensì rimanere interattivo partecipando alla natura imitando la creazione e la dissoluzione della materia.

Spiriti VegetaliLa creazione in argilla all’interno della cavità di uno dei tigli secolari del viale rappresenta lo spirito del mondo vegetale.

 Il Muro dei SogniBassorilievi in argilla che rappresentano il rapporto alchemico che c’è tra gli esseri umani e i quattro elementi naturali: aria, acqua, fuoco e terra.

Sculture d’ArgillaMadre Terra possiede ricordo e coscienza ed è essa stessa a voler essere contenuta in queste forme. Una volta scesa dalla parete per ritrovare il contatto con il suolo, la materia è stata plasmata dall’artista in uno scheletro di cartone successivamente ricoperto d’argilla.