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Dalla norcina ai salumi, sono i sapori della tradizione a unire gli stranieri che nella nostra regione hanno scelto di vivere.

Nel cuore verde d’Italia, tra colline ondulate e borghi che raccontano storie antiche, c’è un legame che unisce persone provenienti da ogni angolo del mondo: la cucina umbra. In questa terra, gli stranieri residenti in Umbria scoprono un’affinità inaspettata, un legame che va al di là della geografia e delle radici. 

Nelle storie che si intrecciano come fili invisibili, emerge un ritratto affascinante: la tavola generosa e saporita umbra ha trasformato il semplice atto di mangiare in un rituale di integrazione. Integrazione questa che si manifesta persino quando si è in terre straniere. Così è successo alla brasiliana Raquel, trapiantata a Perugia da 10 anni. A Real Umbria racconta che suo marito, perugino doc, è riuscito a conquistare il palato della suocera brasiliana grazie alla torta al testo con erba e salsicce. “Ogni volta che torniamo giù, mia mamma gli chiede di preparargliela!”. Cibo preferito anche di Aiko, giapponese trasferitasi in Umbria nel 1999. “La mangio spesso e anche nella sua versione dolce, è davvero buona!”. Lo stesso vale per Nikos, greco e qui da 18 anni, e  Brigitte, belga e residente in Umbria dal 1986, amante della torta al testo e del tanto polemico tartufo. “È una delle cose che più mi piace della cucina umbra, insieme alla torta al testo. La preparo anche da me, e per qualche anno ho persino avuto un testo originale di pietra!”, svela orgogliosa.

Aiko - stranieri in Umbria

Da sei anni nelle nostre terre a pianta stabile, la russa Viktoriia rivela che tra i suoi piatti preferiti figurano sia la pasta al tartufo che la torta al testo, ma anche la norcina, innegabilmente un must umbro. La pietanza è amatissima anche da Aminata, gabonese qui residente dal 2010. “Se dovessi suggerire un piatto umbro agli stranieri, senza dubbio sarebbe la norcina. È cremosa e saporita. La cucino spesso a casa!”.

Daniela, argentina e operatrice nel settore della ristorazione, descrive con gusto la cucina umbra: “È molto saporita, la associo a quella della nonna; mi piace soprattutto in autunno e inverno. Non a caso, i vini umbri hanno un carattere deciso. Tra l’altro, da quando vivo qui, ho iniziato a leggere di più a riguardo, sia per lavoro sia per passione”. Il vino, in ogni sua declinazione e tipologia, non è solo gradito, ma è parte integrante delle scelte alimentari di coloro che hanno trovato stabile dimora in questa terra. “Anche se me ne intendo poco, sono buonissimi!”, dichiara entusiasta la venezuelana Anna Rosa. E gradiscono anche i giovani. Neba, un giovane etiope, rivela che all’aperitivo con gli amici, italiani o stranieri, non può mancare il Montefalco rosso. “Accompagnato ovviamente dai salumi umbri, buoni e saporiti”.

La cucina umbra piace così tanto che fa fare pace con i propri limiti. Ce lo spiega lo statunitense Nate, residente a Perugia da 10 anni: “L’ultima volta in cui sono venuti a trovarmi i miei genitori, ero preoccupato dato che mio padre di solito fa storie sul mangiare. Invece, è tornato a casa contentissimo, ha apprezzato tutto, dal cibo – specialmente quello cucinato da mio suocero – al vino”.

Anche i dolci diventano parte integrante di questo viaggio culinario. Come dimenticare il torcolo di san Costanzo, la torta di Pasqua, il panpepato ternano e i tozzetti? Queste delizie umbre aggiungono un tocco di dolcezza e tradizione alla loro esperienza gastronomica.

Sebbene il pane sciapo e le preparazioni a base di tartufo, interiora e lumache siano fra quelle meno gradite dai nostri intervistati, l’Umbria si rivela come un luogo dove le esperienze gastronomiche si trasformano in racconti vividi e memorabili. In ogni boccone, si assapora l’anima di una comunità che, grazie al cibo, ha trovato un modo unico per connettersi, comunicare e accogliere. Che sia un invito a esplorare nuovi sapori, a condividere storie e a continuare a scrivere insieme il capitolo inesauribile della cucina umbra.