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Il fascino dell’Umbria ha attraversato i confini nazionali, giungendo fino a quelli più orientali del continente europeo. La letteratura russa ha tradotto in inchiostro l’incanto regalatole dai paesaggi umbri.

Nel corso dei secoli il cuore verde d’Italia ha incantato letterati e letterate, le cui penne hanno inciso nella memoria del tempo la bellezza dei paesaggi regionali. Malgrado possa risultare sconosciuto ai più, grandi nomi del panorama letterario internazionale hanno attraversato l’Umbria; basti pensare – solo per citarne alcuni – a Hans Christian Andersen, a Charles Dickens o a Nathaniel Hawthorne

Malgrado non siano forse note come le personalità prima citate, anche molti letterati russi non hanno saputo resistere al fascino del Bel paese e delle sue regioni. L’Umbria è diventata una meta privilegiata dai poeti russi durante il secolo d’argento, periodo nato a cavallo tra la fine del XIX e il XX secolo. In questa fase sbocciò una rosa di poeti e autori russi che riscoprirono i paesaggi bucolici e la tranquillità della natura umbra.

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Aleksandr Blok è di certo uno dei grandi nomi del secolo d’argento. Punto di riferimento per la poesia simbolista e mistica, Blok visitò l’Italia nell’estate del 1909 passando per varie città, tra cui anche l’Umbria. Nella raccolta Stichi ob Italii – ossia Versi sull’Italia –, Blok descrive con pennellate quasi pittoriche “la dolce oscurità dell’Umbria” e la sua suggestiva bellezza. 

Nella rosa dei grandi autori del secolo d’argento russo c’è anche Michail Kuzmin, la cui poesia si caratterizza per uno stile privo di pretenziosità. Infatti è con versi semplici che la penna dell’autore descrive Assisi e la notte che sopraggiunge. 

La lattea luna è scesa così giù all’orizzonte

Che sembra di poterla prendere con la mano.

O fiorellini cari a fratello Francesco,

in quale altro mai luogo potevate fiorire?

Madre di lontananze pensose, o Umbria, gli angeli

non hanno mai veduta di te più bella terra.

L’Umbria entra a far parte dell’itinerario di viaggio di molti cittadini russi grazie a Immagini d’Italia di Pavel Muratov, scrittore, critico d’arte e saggista. Alcuni capitoli di questo ricco diario sono dedicati anche al cuore verde d’Italia, le cui cittadine l’autore visitò in lungo e in largo. Da Foligno a Orvieto, da Montefalco a Bevagna, Pavel Muratov osservò le opere pittoriche e architettoniche della regione, cogliendone però il primigenio splendore in primavera

Ma la migliore Umbria si sente

proprio all’inizio della primavera. Il “Paese delle ombre” si sta svegliando dalla sonnolenza d’inverno con un

vago sorriso. L’aria è la vera forza naturale dell’Umbria,

la sua leggera divinità e mai il suo soffio è tanto dolce

quanto durante i primi giorni di primavera.

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