Posta alle pendici del monte Serano, Trevi è uno dei più scenografici borghi dell’Umbria. È appunto mediante il particolare profilo urbanistico, dovuto alla sua collocazione, che, osservando da lontano il raccolto agglomerato di edifici, possiamo assistere a un maestoso e architettonico grappolo d’uva, culminato dal campanile di Sant’Emiliano.

La caratteristica forma del piccolo borgo è segnata fin dall’epoca romana dalla vicina via Flaminia e, particolarmente, dalle dolci acque del fiume Clitunno che a causa delle accese esondazioni hanno determinano lo sviluppo dell’abitato nella più protetta area d’altura; un destino che non ha risparmiato la stessa via Flaminia che con il crescente impaludamento della valle ha dovuto seguire un tracciato diverso, anch’esso alle pendici del monte Serano, costringendo la realizzazione degli edifici religioni, per lo più risalenti al XII e XIII secolo, lungo una nuova via.

Nel Medioevo (1213), nasce il libero Comune di Trevi, cosicché il borgo estende la propria giurisdizione su di un più ampio territorio, in gran parte esteso nella fertile valle spoletina. Nei secoli successivi, proprio per la sua altura, Trevi è considerato un centro difensivo strategico e lo Stato Pontificio ne mantiene il controllo attraverso le potenti famiglie locali: i Petroni, i Manenti, i Lucarini e i Valenti; testimonianza sono le prestigiose dimore.

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Il Museo Civico: sede della raccolta storico-artistica

Inaugurata nel 1997, la Raccolta d’arte di San Francesco ha sede nell’omonimo convento. Il complesso è frutto di molteplici interventi realizzati a partire dal XIII secolo, periodo in cui è documentato il primo insediamento di una comunità francescana in città. Ad essa si deve la costruzione dell’originario nucleo del convento nei presi dell’antica chiesa di Santa Maria che, ricostruita e ampliata nel 1358, venne poi ridedicata al santo fondatore dell’Ordine.

Attorno al chiostro, edificato nel XV secolo e decorato nel 1645 da Bernardino Gagliardi, si organizzò poi l’intero complesso, sottoposto nel 1833 ad un intervento di adattamento ad opera di Giuseppe Valadier.

Il progressivo recupero del vasto edificio ha fino ad oggi consentito di allestire la raccolta storico-artistica e il museo dell’olio.

Nella pinacoteca, articolata sui due piani superiori, sono esposti dipinti entrati a far parte della raccolta comunale a seguito delle demaniazioni del patrimonio ecclesiastico deciso dopo l’unità nazionale.

Dalle preziose tavole trecentesche, che costituiscono un importantissimo nucleo per lo studio della pittura umbra del tempo, alla grande tavola dello Spagna, alle tele sei-settecentesche, le opere presenti, malgrado le gravi dispersioni verificatesi in passato, riescono ancora ad esprimere la straordinaria ricchezza del territorio trevano.

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Lo Spagna a Trevi

Numerose e di assoluto rilievo sono le opere lasciate in città da Giovanni di Pietro detto lo Spagna – lo pseudonimo con cui è tradizionalmente noto è forse riferibile alle origini iberiche della sua famiglia.

Attento e sensibile seguace del Perugino, lo Spagna fu assai attivo in numerosi centri umbri. La sua abbondante produzione ebbe influenza specialmente sui pittori dell’Umbria meridionale, come testimoniano, tra l’altro, le innumerevoli opere di ambito spagnesco che decorano chiese ed edifici sacri delle Spoletino e della Valle del Nera.

Nel museo è ospitata la grande ancora che nel 1522 dipinse per San Marino, replica di quella eseguita dieci anni prima per i frati di Montesano a Todi e a sua volta desunta dalla grande Incoronazione della Vergine dipinta da Domenico Ghirlandaio per gli Osservanti di San Girolamo a Narni nel 1486.

Per la cappella di San Girolamo, annessa alla stessa chiesa di San Marino, il pittore aveva realizzato dieci anni prima il grande affresco con la Vergine Assunta, angeli adoranti e i santi Girolamo, Giovanni Battista, Francesco d’Assisi e frate Leone, su uno sfondo che raffigura la vallata umbra con la città di Fligno, simile a quello che realmente si apprezza dal complesso di San Martino.

Grazie a un documento, è possibile sapere anche il giorno in cui l’Incoronazione di Trevi poté dirsi conclusa. Non casualmente, dato il soggetto prescelto, i frati di San Martino vollero infatti che il pittore completasse il proprio lavoro il 15 agosto, giorno dell’Assunta, la festa più importante dedicata alla Madonna.

Per informazioni su orari e giorni di apertura, visitare il sito https://www.museitrevi.it/ 

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