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Nel piccolo centro di Massa Martana, in provincia di Perugia (probabilmente nell’antichità era nota come Vicus ad Martis, Vicus Martanus o Marta), sorge una chiesina dal toponimo assai particolare: Santa Maria in Pantano.
La tradizione vuole che la struttura sia stata edificata sui ruderi di un tempio pagano della Civitas Martana, le cui tracce sono ravvisabili nell’opus reticolatum delle pareti laterali.
Fu chiamata“In pantano” a causa delle numerose inondazioni provenienti dal torrente Tribbio, ma grazie al successivo intervento dei benedettini l’area venne bonificata e resa fertile.
Dettaglio non trascurabile è la posizione della chiesa, ovvero lungo il tracciato dell’antica via Flaminia, il luogo nello specifico si chiamava “statio di Vicus Martis Tudertum”, che rappresentava lo scalo della città di Todi sull’arteria Romana.
Da un documento farfense risulta che nel 1115 la chiesa era occupata dai benedettini ed era alle dipendenze del monastero di Farfa, al quale era stata donata nel 1104 dal conte Rapizzone insieme ad alcune terre e castelli.

Santa Maria in Pantano - torre

La chiesa vera e propria fu costruita intorno al VII – VIII secolo, alle strutture romane vennero aggiunte le architetture tipiche cristiane: il presbiterio e l’abside leggermente rialzati.
Inizialmente era ad unica aula, solo tra X ed XI secolo venne divisa in tre navate, le cui pareti divisorie furono alleggerite da finti matronei che poggiano su quattro arcate sorrette da colonne in travertino, con capitelli a tronco di piramide rovesciata tipici dell’architettura altomedievale.
Ovviamente non manca materiale archeologico di epoca romana: iscrizioni, un capitello corinzio che fa da sostegno all’ultima arcata di destra e la base dell’altare maggiore costituita da un grande cippo con l’iscrizione che ricorda i Vicani Vici Martis.

La facciata risale al XIII – XIV secolo, in netto contrasto con le pareti laterali romane.
Sempre all’esterno, a sinistra della chiesa, si trova un’urna funeraria romana con scene in bassorilievo, in cui è rappresentato il Sacrificio di Ifigenia, di grande valenza simbolica poiché secondo Lucrezio era simbolo della crudeltà a cui l’uomo giunge nel nome della religione, trasformata poi in superstizione e divenendo infine strumento di potere politico.
La torre a pianta quadrata, a destra della facciata, risale all’incirca al XIV, probabilmente fu eretta come torre di avvistamento.

Santa Maria in Pantano - parete