“Le mie opere sono come libri, non vanno guardate vanno lette”

Franco Venanti

Il 6 novembre 2021 è stata inaugurata la mostra di Franco Venanti presso il Museo Civico di Palazzo della Penna di Perugia, a cura di Mimmo Coletti ed Eugenio Giannì. La conferenza d’inaugurazione è stata tenuta nella sala dei Notari di Palazzo dei Priori che, quella sera, era gremita di persone portatrici di sorrisi, applausi e tanto affetto nei confronti del Maestro Venanti, il quale, lo stesso giorno compiva ben 91 anni.

È la prima volta che Palazzo della Penna ospita una mostra personale di un artista ancora vivente e questo primato mette un ulteriore traguardo nella carriera artistica del Maestro Venanti, il quale ricopre da sempre un’importanza ed eccellenza storico-artistico-culturale per la sua città.

Franco Venanti

Chi è Venanti? In una sorta di autoritratto ironico il Maestro si descrive così: “Sono buono, cattivo, dolce, caustico, grottesco, sereno, oscuro, rivoluzionario, tollerante al fumo – ma non fumo-, non apolitico, odio gli arroganti, il colore nero, quello rosso, quello giallo; sono polemico con i preti, fascisti, comunisti, pacifisti, le marcie della pace” e ancora: “Non ho mai concepito l’arte a tema esclusivo, ma sfoghi molteplici. Certo, s’imboccano, volta per volta, strade diverse. Anche percorrendole sino in fondo, ci si può fermare sul ciglio per curiosare nelle vie traverse. Altrimenti ci si annoia o si diventa matti.” 

Dopo essere stata alla conferenza di inaugurazione e alla mostra ho avuto la curiosità d’incontrarlo e magari intervistarlo, così chiedo all’allestitrice della mostra l’arch. Francesca Giugliarelli di organizzare un incontro con il Maestro, il quale con molta disponibilità ci accoglie nella sua dimora di via XX settembre. La sua casa emana odore di viaggi, di conoscenza, di curiosità, oggetti e opere d’arte mi guardano da ogni angolo della casa. Scrive il Maestro in un suo libro: “Si potrebbe pensare che amo le cose vecchie, ma non è così perché il presente è un attimo che non si può fissare.” 

Ci sediamo per iniziare l’intervista, avrei tante cose da chiedere, mi sono preparata una bozza di domande, ma il Maestro mi mette a mio agio e inizia a raccontarmi di lui e da lì il flusso delle sue parole, dei suoi sguardi, dei suoi ricordi, delle sue mani creano l’imprimitura (per richiamare il gergo pittorico) di quella che sarà una bella chiacchierata di circa 2 ore.

Ad un certo punto gli chiedo della sua mostra, quella di Palazzo della Penna, e inizio a parlare del primo quadro che si incontra entrando: Libertà, un trittico in bianco e nero del 2016 che, come ci racconta il Maestro, richiama in pieno i giorni d’oggi. Sul trittico compaiono ombrelli che prima nascondono qualcosa, poi iniziano a volare in balia di un turbinio di aria che genera entropia, scoperchiando volti e figure umane rimaste nude, poi, in fine quei ombrelli sembrano quasi aver sostituito e rimpiazzato la presenza dell’uomo tornando a coprire qualcosa che non vediamo.

Franco Venanti

Chiedo allora al Maestro del titolo e mi dice che secondo lui la libertà non esiste, l’unica cosa che esiste è il compromesso. Nessuno è davvero libero. 

Quel compromesso di cui mi parla Venanti si respira in molte delle sue opere come ad esempio Fantasie creative, del 2015, in cui si può leggere di quel “compromesso” in ogni dettaglio: dal colore, alla direzione delle figure, alla convivenza di elementi opposti tra loro.  

Chiedo quale sia stato il criterio di scelta delle 30 opere esposte a Palazzo della Penna e qui mi risponde l’arch. Giugliarelli, la quale nell’allestire la mostra ammette di aver avuto difficoltà nel dover scegliere poiché gli spazi erano ridotti rispetto alla disponibilità e al quantitativo delle opere d’arte del Maestro Venanti; ma una selezione bisognava farla, perciò si è data priorità alle opere più recenti che vanno dal 2015 ad oggi incluse alcune opere in bianco e nero e alcune del periodo ’60 – ’70. 

Il Maestro si ritrae con la mascherina nell’opera Senza titolo (covid), del 2021, e la stessa mascherina è appesa al cavalletto all’ingresso della mostra. Questo ci fa capire quanto l’uomo e l’artista convivano nell’opera e quanto entrambi siano lettori e attori del periodo storico che stanno vivendo.

Franco Venanti

E poi gli chiedo del quadro Omaggio di un Perugino al PERUGINO; il 2022 sarà l’anno dedicato all’anniversario di morte di Pietro Vannucci detto il Perugino, e il Maestro mi dice che lui il suo omaggio lo ha fatto già nel 1995 con questa opera. Un’opera a mio avviso molto affascinante e delicata. Anche questa esposta a Palazzo della Penna.

Franco Venanti

Mi parla poi delle sue opere in bianco e nero, mi dice che la cosa è nata da una sorta di scommessa con amici fotografi; in fotografia l’arte viene espressa in bianco e nero e così, dice il Maestro, “se anche io dipingo in bianco e nero allora anche la mia potrà essere definita arte.”

Franco Venanti

Mi ripete che le sue opere non vanno guardate, vanno osservate, le sue opere sono come libri, vanno lette, richiedono un tempo di lettura, di comprensione e di elaborazione, bisogna sedersi o rimanere a fissarle per un po’ prima di cominciare a capirle o quantomeno a sentirle.

La conversazione con il Maestro continua per ore, spaziando tra arte, politica, letteratura e tanto altro, un mondo nei suoi occhi che sembrano aver visto e aver raccolto tanto. Mi dice che negli anni ’70 i suoi “fan” perugini andavano a vedere le sue mostre organizzando dei pullman, i perugini hanno sempre dimostrato ammirazione e affetto nei suoi confronti e questo lo si è visto anche in occasione dell’inaugurazione di quest’ultima mostra.

Quindi chi è Venanti? Il curatore Mimmo Coletti scrive di lui: “Va e non si arresta mai, corre nei prati fioriti della fantasia, osserva il mondo dall’alto della riflessione acuta, ascolta la voce di un ruscello e dialoga con l’azzurro, racconta storie che sono fatti, fiabe, realtà, pensieri catturati con la resina delle farfalle…” 

Al di là delle definizioni, ciò che mi sono trovata di fronte è stata un’esplosione di energia creativa, di curiosità verso il mondo terreno e cosmico; un osservatore della terra, del cielo, un artista che pone domande, un uomo da una stratificazione esistenziale pregna di vita, di colore. Un uomo che cavalca i suoi 91 anni con leggerezza e profondità. Venanti non è solo un artista perugino è un portavoce di tante storie, di tanta storia, amata, odiata, vissuta, divorata, digerita, rielaborata e risputata attraverso la sua arte. Un libro aperto? Sicuramente un libro da leggere.

Franco Venanti

La mostra sarà aperta fino al 9 gennaio 2022

Per info: https://turismo.comune.perugia.it/poi/museo-civico-di-palazzo-della-penna

ORARIO DI APERTURA: 

1° Novembre – 24 Dicembre 2021
dal martedì alla domenica: ore 10.00-19.00
25 Dicembre: chiuso

26 Dicembre – 31 Dicembre 2021
dal martedì alla domenica: ore 10.00-18.00