Gli antichi fasti della storia della città, le famiglie che hanno lasciato i segni con i palazzi storici e monumentali. La ricchezza e la cultura, la tradizione e la storia. Foligno è ricca e orgogliosa del suo passato e non perde occasione di sottolinearlo. Nella città della Quintana, per esempio, viene stampata dal proto tipografo maguntino Giovanni Numeister, insieme ad Evangelista Angelini di Trevi e con la preziosa collaborazione dello zecchiere folignate Emiliano Orfini, l’editio princeps della Divina commedia di Dante Alighieri.

madonna di foligno - mostra a palazzo trinci - novembre 2020 - real umbria 2

La Madonna di Foligno, storia di un’opera

La storia di Foligno si è intrecciata anche con quella di un genio dell’arte, che il mondo sta celebrando. Raffaello Sanzio fu l’autore della cosiddetta Madonna di Foligno, dipinto a olio su tavola (poi trasportato su tela durante il restauro avvenuto negli anni parigini), databile tra il 1511 e il 1512.

Un’opera, commissionata da Sigismondo de’ Conti, segretario di Papa Giulio II, forse per un ex voto. Prima esposto a Roma, fu riportato a Foligno da suor Anna Conti, nipote di Sigismondo, che la fece trasferire nella chiesa di Sant’Anna, presso il Monastero delle Contesse della Beata Angelina dei Conti di Marsciano.

Nel 1797 finì in Francia, portata via durante l’occupazione e le conseguenti Requisizioni napoleoniche, per poi tornare nel 1816 quando però il pontefice Pio VII decise di trattenerlo a Roma. 

Madonna di Foligno: cosa ritrae

Sigismondo, illustre umanista e committente dell’opera, è raffigurato genuflesso in preghiera sulla destra. San Gerolamo (riconoscibile dal leone), in abito cardinalizio, presenta Sigismondo alla Vergine.

La Madonna è vestita con i tradizionali colori azzurro e rosso, seduta tra le nuvole. Sulla sinistra c’è san Giovanni Battista vestito di pelli, che indica la visione celeste. E poi san Francesco, protettore dei Minori, alla cui chiesa il quadro era destinato.

L’episodio che ha portato all’ex voto, e cioè il fulmine che salvò casa di Sigismondo, è ricordato nel paesaggio sullo sfondo. Completa l’opera l’angioletto al centro della composizione, che regge una targa senza iscrizione.

La Mostra

Foligno è abituata ai grandi eventi legati all’arte. La Madonna di Foligno tornò in città nel 2014, esposta dal 12 al 26 gennaio proprio al monastero di Sant’Anna. Evento dalla vastissima eco e dall’altrettanto amplio successo. E, per festeggiare il quinto centenario dalla morte di Raffaello, il Comune di Foligno ha voluto organizzare una nuova iniziativa, per poter testimoniare la grandissima rilevanza che quell’opera costituì per l’arte contemporanea, divenendone un vero e proprio modello. “Raffaello e la Madonna di Foligno. La fortuna di un modello”, è il titolo ed è incentrata sulle riproduzioni della Madonna di Raffaello, attraverso l’esposizione di opere a confronto.

Tre le sedi dell’esposizione: Palazzo Trinci, l’Archivio di Stato per l’esposizione documentaria dedicata a Sigismondo de’ Conti e il Monastero di Sant’Anna, per la sezione dedicata alla figura di suon Anna de’ Comitibus. Vasto il repertorio raccolto a Palazzo Trinci, a testimonianza del successo raccolto nei due secoli di presenza a Palazzo Trinci. Fu replicato in vari formati e tipologie artistiche, dai tanti pittori e viaggiatori che ebbero modo di ammirarla. L’esposizione è stata curata da Francesco Federico Mancini, Marta Onali e David Lucidi, ha aperto al pubblico lo scorso 24 settembre, con l’obiettivo di chiudere il 24 gennaio. Come tutte le mostre e i musei, anche questa folignate è stata chiusa a causa del Covid, ma l’auspicio è che possa tornare a stupire i folignati e i tanti visitatori che ha accolto nei primi giorni di apertura. 

Le opere esposte

L’esposizione parte con la Madonna di Foligno attribuita a Giuseppe Cesari, detto il Cavalier d’Arpino, un dipinto che è tutt’ora in fase di studio. Fu un lascito della famiglia Roscioli, che vantava un forte legame con l’ambiente artistico romano. L’opera, copia puntuale della Madonna di Foligno, venne eseguita quando l’originale di Raffaello era in Sant’Anna. C’è poi la Madonna col Bambino in gloria con San Domenico da Foligno, San Feliciano e il beato Pietro Crisci, di un pittore anonimo.

L’opera doveva essere posizionata in una cappella civica, essendo presenti i tre protettori di Foligno. Dipinto recentemente restaurato grazie al Rotary club di Foligno e attesta proprio la fortuna iconografica della Madonna di Foligno. La Madonna col bambino ricalca l’opera di Raffaello.

Il viaggio prosegue con Angelo con tabula ansata, di Anonimo del XVII secolo, conservata presso la Collegata di Santa Maria Maggiore di Spello; l’analisi dell’opera, proprio grazie all’apertura della mostra, potrebbe portare delle novità in merito all’attribuzione. Si tratta di una rivisitazione del soggetto del putto che regge la targa con l’iscrizione Assumpa est.

Dalla collezione Metelli la copia di Anonimo della Madonna di Foligno. Ricalca l’opera più celebre in maniera fedele per la figura della Madonna. Fu commissionata durante la permanenza del dipinto di Raffaello nel monastero di Sant’Anna, probabilmente per la devozione di un altare privato. Nella mostra spiccano due copie de la Madonna di Foligno, di Enrico Bartolomei. La prima, conservata già a Palazzo Trinci, è stata eseguita nel 1838, proprio quando la Bartolomei era allievo della romana Accademia di San Luca. La seconda era ad Assisi, in una collezione privata e potrebbe essere quella citata dalle fonti che fino ad ora non era stata rintracciata. Nasce a Roma, nell’ambiente accademico, anche la copia di Roberto Bompiani, eseguita nel 1880 per una devozione privata.

Al tutto, si aggiunge la Madonna col Bambino con San Francesco, San Paolo e San Bartolomeo, inedito e appartenente alla famiglia di Bindangoli di Assisi. Il collegamento all’opera del maestro urbinate sta nel gruppo della Vergine col bambino, che ripete la postura della Madonna di Foligno, e nella figura del Santo Stefano, sulla sinistra, ispirato all’omonimo personaggio dell’estasi di Santa Cecilia.

Proseguendo il percorso delle opere che, sul territorio, si sono ispirate a Raffaello, c’è la Madonna del Rosario di Ascensidonio Spacca, detto il Fantino, già nella chiesa di San Domenico di Bevagna, dove l’ispirazione si riscontra nella fascia superiore, nella Vergine col Bambino nell’atto di donare il rosario a San Domenico Guzmàn e Santa Caterina da Siena. Il Fantino ne ha regalata un’altra a Spello, presso la Pinacoteca civica. Anche qui, la Vergine è ispirata alla Madonna di Foligno nella postura del gruppo che campeggia sul grande disco solare.

Terza opera del Fantino analizzata è la Veduta di Foligno, già nel museo di Palazzo Trinci. Si tratta di un ritaglio di una monumentale pala raffigurante la Madonna del Rosario, che il pittore di Bevagna, Ascensidonio Spacca, dipinse nel 1602 per la cappella del Rosario della chiesa folignate di San Domenico. Raffigurato l’antico accesso alla città, Porta Romana, con i suoi due torrioni su cui campeggia lo stemma papale di Clemente VIII. Nella mostra anche una copia della Madonna di Foligno come miniatura su pergamena, anticamente in un antifonario per organo.

Il viaggio prosegue con la Madonna di Foligno di Pietro Antonio Pazzi su disegno di Giuseppe Menabuoni e quella di Ignazio Pavon su disegno di Ignazio Podio. Quindi Lo studio di Raffaello, una litografia, conservata a Spoleto presso la biblioteca Carducci. Nella parte finale del viaggio l’acquaforte di Vincenzo de Feoli e Vincenzo Mollame Lo studio di Raffaello, da una collezione privata di Foligno. Si tratta di una stampa che è una trasposizione incisoria del dipinto dell’anconetano Francesco Podesti raffigurante la visita di Sigismondo de’ Conti nello studio di Raffaello. Quindi la copia di Giuseppe De Sanctis, stampa presente presso la biblioteca comunale di Foligno, e dedicata a Luigi Bartocci Fontana.

Ultime due opere sono quella di Pietro Antonio Pazzi su disegno di Giuseppe Menabuoni del 1761 e l’incisione di Nicholas Schenker conservata al Monastero di Sant’Anna, a Foligno.

L’esposizione che prende vita

Mostra sentita, viva e ben calata nel comune sentire dei folignati. Così, nelle prime settimane di apertura, si è registrata la visita di moltissime realtà, a partire dal Foligno Calcio, per proseguire poi con l’associazione dei bikers. Per culminare con la ‘Open call: la Madonna di Foligno, il meteorite e il puntctum. Come rileggere un capolavoro”.

Il Comune di Foligno, in collaborazione con Diocesi di Foligno-Museo Capitolare Diocesano, ha lanciato un bando aperto a differenti media e linguaggi rivolta ad artisti che, senza limiti di età, sappiano confrontarsi con il tema centrale, la ricorrenza del quinto centenario della morte di Raffaello. L’idea, alla base dell’iniziativa, è quella di sollecitare una risposta concreta a sostegno dell’arte contemporanea inducendo a riflettere sul mezzo pittorico e sulla simbologia iconografica del quadro del maestro urbinate.

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