La musica in Umbria, nonostante alcuni notissimi casi assolutamente presenti, si nasconde a volte dietro una leggera nebbiolina, una coltre di discrezione che però maschera e protegge una fitta rete di musicisti eccellenti e gruppi emergenti locali, attivi prima di tutto sul territorio e capaci di dare lustro al suono in tutte le sue forme. Fra queste band anche i Giant Gummy Bears, gruppo di giovani universitari, ben affiatato e spesso in formazione “dinamica” attivo nel perugino, ma con più di un grande sogno.

Di recente, li si è visti suonare, per fare qualche esempio, all’Unimusic al 100caffè, e all’All You Can Art, organizzato al Barton Park di Perugia.

#SoundbarUmbria nasce proprio per scoprire aspetti e persone della musica che ad oggi viene effettivamente suonata nella regione.

Per questo abbiamo incontrato i Giant Gummy Bears, sotto un caldissimo sole battente, ma rinfrescati da uno spritz ghiacciato, per parlare di una sola cosa: la musica.

La chiacchierata da bar, da SoundBar, che ne è scaturita mostra un universo al quale spesso viene data poca voce, nonostante l’argomento.

Un mondo fatto di ragazzi capaci di sognare, ma con i piedi attaccati al suolo ed il cervello in movimento.

Una buona base per far nascere canzoni ricche di riflessioni, fra l’indie rock ed il metal, connubio particolare ma possibile.

Pezzi che innescano pensieri e notazioni anche in chi all’Università non ci va più da tempo.

Domanda forse banale, ma d’obbligo: come nascono i Giant Gummy Bears?

Francesco Staccini – leader del gruppo: “Allora, il gruppo è nato circa sei anni fa, con altre persone. C’erano altri due ragazzi ed in realtà era nato un po’ così, per gioco, per una passione che avevamo in comune.

C’erano influenze musicali comuni, voglia di suonare, perciò ci siamo messi giù e abbiamo creato questo gruppo dal nulla. All’inizio non avevamo nemmeno un nome.

Abbiamo cominciato suonando cover, poi è arrivata la necessità, direi l’urgenza, di scrivere anche cose personali. ”

La prima volta che abbiamo suonato è stato a Monteluce, in Piazza Nuova Cecilia Coppoli, ad un festival organizzato dalla chiesa.

Visto che dicevamo che inizialmente non c’era un nome, come è nato il nominativo Giant Gummy Bears? 

“In realtà il nome è nato totalmente a caso, proprio durante questo Festival a Monteluce, il Monteluce Music Festival.

Il ragazzo che ci doveva presentare ci fece notare che “avevamo le canzoni, eravamo buli…” ma giustamente non sapeva come presentarci .

Inizialmente volevamo chiamarci Vodka Gummy Bears, così a caso, perché avevamo 16 anni e la cosa più trasgressiva che ci veniva in mente erano gli orsetti gommosi alla Vodka. Poi abbiamo optato per un più significativo, oggi, Giant Gummy Bears, orsetti gommosi giganti.

Così, in maniera molto superficiale perché all’inizio non c’era un significato. Dopo si è costruito.”

E qual è questo significato?

“L’orsetto gommoso, che poi è anche il soggetto principale di una delle nostre canzoni, ci sembra proprio una metafora calzante per quella che è l’omologazione sociale. Cioè, l’orsetto gommoso è la persona che nella società cerca di omologarsi, di appartenere.

Gli orsetti gommosi sono tutte entità che hanno colori diversi, quindi apparentemente ognuno ha la propria personalità, la propria verve perlomeno, le proprie qualità da offrire, però poi se tu vedi alla fine si ripetono sempre in pattern. Non sono davvero diversi.

Secondo me, secondo noi, l’orsetto gommoso rappresenta un po’ il dover cercare per forza il proprio ruolo nella società, la propria appartenenza ad un gruppo, il sentirsi sempre in affanno per trovare la propria dimensione. A volte anche in maniera forzata, prestandoti a compromessi che ti spingono a fare cose che in altre realtà e condizioni non avresti fatto o che semplicemente non alimentano la tua passione.

Naturalmente ci mettiamo in mezzo al gruppo anche noi. Perché stiamo cercando di trovare la nostra dimensione o comunque un nostro posto nel mondo perciò in un certo senso anche noi ci uniformiamo alla solita visione…”

Marco Werson – bassista: “Da qualche concerto quando viene suonata Orsetti Gommosi chi ci ascolta la riconosce, perciò speriamo che diventi un po’ il nostro marchio di fabbrica.”

Passiamo a qualcosa di più legato alle performances musicali: cosa provate mentre suonate i vostri pezzi? 

Federico Giovagnoli – Chitarra: “Allora, credo che questa sia una domanda per me perché io sono quello che fa più versi, che fa più “casino”, sul palco.

Io credo che la sensazione sia qualcosa di indescrivibile o almeno non paragonabile a nessun’altra sensazione. Quando suoni c’è un’unione di tanti sentimenti anche semplici, cioè anche gioia, felicità, miste a piacere e paura, è inevitabile quando sei davanti al pubblico.

Succede quando in qualche modo devi cercare di dare il meglio possibile per tirare fuori il meglio delle canzoni in questo caso scritte da Francesco, perché la maggior parte dei testi li scrive lui adesso.

Niente, quindi, sicuramente si prova tanta soddisfazione e certamente un grande coinvolgimento a livello emotivo legato a quello che le canzoni cercano di esprimere. Avendole scritte soprattutto Francesco dobbiamo noi di tutto il gruppo riuscire a empatizzare, a restituire a lui e al pubblico quello che vuole dire la canzone. È un’esperienza davvero importante, perché ti insegna a fare tue esperienze che non sono tue e a restituirle a chi ascolta.”

Bene, e c’è un sogno?

Federico Giovagnoli – Chitarra: “Suonare in tutti i palchi d’Italia. Palchi significa per noi principalmente i club, i club storici Italia, che hanno fatto le leggende della nostra musica. Anche Festival Indipendenti. ”

Marco Werson – Basso: “Io ho anche un altro sogno forse più piccolo, più ridimensionato… di più banale probabilmente rispetto ad un grande sogno. A me banalmente basterebbe poter vivere di questo, del suonare. Cioè, poter arrivare a quei 1000 – 2000 euro al mese, che ti permettono di vivere tranquillamente facendo la cosa più bella che c’è al mondo. Solo questo.”

Domanda più leggera. Avete un posto preferito in Umbria? 

Marco Werson – Basso: “Ehm… io sono in difficoltà perché quando mi si chiedono queste cose mi si forma un muro di possibilità. ”

Francesco Staccini – voce, chitarra – leader del gruppo: “ Allora comincio io. Il mio posto preferito in Umbria è Castelluccio di Norcia perché anche adesso mi ispira pace ogni volta che ci vado. Mi ispira delle bellissime sensazioni ogni volta. ”

Federico Giovagnoli – Chitarra: “Per me è una domanda difficile ma il mio posto preferito in Umbria forse è, così su due piedi, è Cima Mutali. Che cos’è Cima Mutali, forse vorresti chiedermi questo, è il monte sopra Fossato di Vico, è un posto a cui sono molto legato. ”

Massimo Aglietti – Batteria: “Per me è probabilmente Todi o meglio una frazione di Todi che si chiama Torre Gentile. Lì ho parecchi ricordi perché c’è la casa di famiglia di mio padre e fino a poco tempo fa almeno due settimane con la mia famiglia le passavo lì d’estate. È un posto magico. Spesso andavamo ad un torrente lì vicino dove si potevano osservare scene veramente fiabesche. ”

Marco Werson – Basso: “Dopo un po’ di riflessione perché ripeto è davvero difficile per me, tropo poesia in tantissimi posti in Umbria. Potrei andare a pochi chilometri da casa mia e dire Corciano, farne di più e arrivare al lago Trasimeno che è quel posto dove se fai una foto in una posa assurda viene comunque benissimo. Però, proprio negli ultimi mesi, per motivi, diciamo, sentimentali, ho dovuto fare spesso la tratta Umbria – Marche per andare fino ad Ascoli Piceno, passando quindi per Norcia e tutta la parte degli Appennini.

Fare la “tre valli” mi pare che si chiami la strada, che esce sulla piana di Castelluccio secondo me è un qualcosa di meraviglioso. ”

Passiamo dalla musica al territorio ma direi che siete ferratissimi. Dove possiamo trovarvi a Luglio per ascoltare i Giant Gummy Bears live? 

Francesco Staccini – voce, chitarra – leader del gruppo: “bene, ci trovate il 3 luglio all’Umbria che Spacca alle 8 e 45, all’ultima serata. Venite presto perché suoniamo poco. È domenica ed è ad ingresso gratuito quindi vi aspettiamo.

Poi potete venire ad ascoltarci il 22 luglio all’Antifestival. Non sappiamo l’orario ma sappiamo che apriremo il concerto di Nasca e non siamo per niente estasiati da questa cosa…!

Quello comunque sarà un concerto corposo di un’ora che ci permetterà di suonare il nostro set completo di canzoni. ”

Marco Werson – Basso: “Speriamo anche di portare canzoni nuove.”

Federico Giovagnoli – Chitarra:  “Poi ci trovate nei social media, su Instagram (_giantgummybears_), su YouTube e su Facebook.

Speriamo in futuro anche su Spotify ma noi viviamo di live perciò prima di tutto vi aspettiamo live al prossimo spettacolo! ”

Marco Verson - Giant Gummy Bears