Un paese sommerso ed un antico castello infestato rendono magico questo piccolo lago artificiale, tra i meno conosciuti dell’Umbria.

La narrativa popolare ci tramanda, da tempo immemore, storie di città celate sotto le acque. Questo tipo di racconti spaziano dalle leggende di intere civiltà sommerse come Atlantide, ai più semplici, ma veritieri racconti di paesi sommersi dalle acque di un fiume diventato lago, come nel caso del borgo che emerge dal lago di Resia in Val Venosta.

In pochi sanno che anche nella nostra verde Umbria possiamo trovare un esempio analogo, raccontato dagli abitanti della zona, ma raramente documentato: un paese abbandonato nascosto dalle acque della diga di Arezzo.

diga di Arezzo

La diga di Arezzo è un piccolo bacino lacustre, posto a circa 400 metri s.l.m. che si trova al confine tra le province di Perugia e di Terni, nella zona di Acquasparta. Conosciuto anche come “lago di Firenzuola”, questo specchio d’acqua vide la luce, nella forma attuale, verso la metà degli anni sessanta del secolo scorso, formatosi a seguito della costruzione della diga di sbarramento sul fiume Marroggia.

Quest’oasi naturale è oggi apprezzata dai pescatori che popolano le sue rive, in particolare nei fine settimana, e dagli appassionati di trekking, passeggiate a cavallo e in mountain bike, che possono godere a pieno di questo luogo incontaminato, grazie ai vari percorsi che circondano il lago e permettono di apprezzarne ogni scorcio e bellezza naturalistica. 

Il vero segreto del lago è però celato sotto la calma apparente delle sue acque.  I resti di una piccola frazione giacciono sul suo fondale e si rendono visibili in quelle rare occasioni estive durante le quali il livello delle acque scende particolarmente. Le costruzioni che emergono sono i resti di quello che era il “Mercato delle Pulci”, un piccolo negozio dell’epoca che riforniva la zona di generi vari e una parte delle vicine abitazioni. 

diga di Arezzo
diga di Arezzo

L’alone di mistero di questo luogo non termina con l’abitato sommerso, ma si infittisce man mano che ci si avvicina ai resti del castello che un tempo dominava e controllava le vicine strade della transumanza, che collegavano questi territori con i borghi di Fogliano e di Macerino. Proprio nei pressi di questo sentiero collinare possiamo trovare, completamente avvolto da una fitta vegetazione, il castello medievale noto come “Il Palazzaccio”.

Il castello è oggi di proprietà privata e non è visitabile, a causa soprattutto del pericolo di crollo dei ruderi. Rimangono in piedi parte della torre centrale e delle mura perimetrali. Dalle grandi dimensioni dei resti si intuisce facilmente che questa storica dimora, nata come castello difensivo e poi trasformata in luogo di villeggiatura, era al tempo in grado di ospitare numerose persone, feste della nobiltà locale ed eventi di particolare importanza. Voci dicono che in origine il maniero avesse circa settanta stanze, più cantine e celle sotterranee. Degni di nota i resti dei meravigliosi affreschi che ornavano le sale principali.

diga di Arezzo

Una leggenda circola nelle valli su questo luogo. Una storia di fantasmi, di amanti e di lussuria. Si narra che la bellissima quanto crudele Lucrezia Borgia, governatrice di Spoleto, amasse trascorrere in questo castello qualche giornata di riposo. Sembra che la nobildonna, amante passionale, conducesse in questo luogo, lontano da occhi indiscreti, i suoi amanti, per poi ucciderli ed occultarne il corpo all’interno del pozzo del maniero. 

Nelle notti di luna piena sarebbe ancora possibile udire passi, rumori e lamenti di queste anime dannate, legate per sempre a questo luogo di passione e di morte.

Come sempre a noi piace narrarvi storie e leggende legate ad un’Umbria meno conosciuta, dimenticata nei meandri del tempo. Non possiamo darvi certezza circa questi racconti, ma quello che possiamo affermare con sicurezza è che il lago della diga di Arezzo, la natura che lo circonda e la storia del suo passato, meritano sicuramente una visita per trascorrere una giornata di pace e serenità, lontani dal caos che la vita moderna ci impone come normalità.

diga di Arezzo