Mostra itinerante insolita e geniale quella ideata e curata dal dott. Pier Paolo Trevisi, fiore all’occhiello di un progetto della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria realizzato con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, del Comune di Foligno e dell’Università per Stranieri di Perugia, che vanta come responsabili scientifici la prof.ssa Francesca Malagnini e il prof. Carlo Tedeschi.

L’idea di studiare e valorizzare i graffiti dei viaggiatori ha la forza di restituire vita ai monumenti antichi, resuscitando il passato attraverso le speranze, le angosce, i sentimenti di chi ha voluto lasciare indelebile testimonianza del proprio passaggio. Chi sono questi pellegrini che attraversarono l’Umbria tra VIII e XVII secolo? Da dove provenivano? Quanta strada avevano percorso per giungere in queste terre? Per trovare una risposta a queste domande si deve visitare la mostra, la cui curatela, assai sapiente, non lascia nulla al caso. E anche l’esposizione, alla stregua del viandante, è itinerante: in questo momento, fino al 15 dicembre, si trova a Collazzone (Sala consiliare e chiesetta della Madonna dell’Acquasanta) e a Perugia, presso Palazzo Gallenga Stuart (sede dell’Università per Stranieri).

Graffiti Umbri

Ma da dove nasce lo spunto per questa innovativa iniziativa, potenziale linfa di un turismo lento e sostenibile e potente chiave di volta per la per la riscoperta dei nostri tesori, compresi quelli meno noti e frequentati? L’abbiamo chiesto al curatore, persona acuta e gioviale, che ci ha accolto con una gentilezza fuori dal comune: “La riscoperta delle antiche testimonianze graffite umbre è interessante anche perché permette di riscoprire itinerari particolari, piccoli luoghi di culto e antiche vie che in un periodo non troppo lontano erano molto transitate da viandanti e pellegrini, mentre oggi sono semideserte o, addirittura, in stato di abbandono, così come alcuni borghi del nostro territorio. Vecchie chiesette semisconosciute nascondono veri tesori d’arte e graffiti che vale assolutamente la pena riscoprire; così è nata l’idea della mostra itinerante. Speriamo che questa esposizione faccia nascere l’interesse nel visitare dal vivo i luoghi di provenienza dei graffiti; per questo abbiamo inserito nei pannelli un codice QRCode, che permette di ottenere tutte le indicazioni necessarie per raggiungerli”.

Graffiti Umbri
Graffiti Umbri

Basta soffermarsi di fronte a uno dei numerosi pannelli esposti (con fotoriproduzione, trascrizione, descrizione e indicazione del luogo), per comprendere quanto prezioso possa essere un graffito, anzi, i graffiti nel loro insieme, dal momento che si trovano disposti lungo percorsi un tempo assai frequentati, specie a partire dal tardo Medioevo, quando l’Umbria divenne il fulcro di una particolare devozione cultuale-religiosa. Fu soprattutto nei luoghi gravitanti intorno alle due antiche strade romane di maggior transito (via Flaminia e via Amerina, assi stradali largamente utilizzati anche nel Medioevo), che viandanti e pellegrini, spinti soprattutto dal desiderio di visitare Assisi (assai sentito era il culto della tomba di san Francesco) e mossi dall’indulgenza della Porziuncola, lasciarono il segno del loro passaggio. In Umbria si graffisce ovunque: in edifici laici e religiosi, su porte, colonne, pareti affrescate e intonacate, in particolar modo in corrispondenza degli ingressi delle chiese. La maggior parte delle scritte è realizzata su intonaci dipinti e può essere ricondotta alle seguenti tipologie: devozionale, commemorativa, di tipo pratico, d’intento cronachistico (a fissare eventi storici e naturali), di tipo amoroso e d’ambito carcerario. In Umbria, nel basso Medioevo, si giungeva da varie parti d’Europa, percorrendo le vie più conosciute. Moltissimi i luoghi interessati da queste scritture spontanee: si va da Gubbio a San Gemini, passando per Assisi (Basilica Superiore e Basilica di Santa Maria degli Angeli), Campello sul Clitunno (Tempietto sul Clitunno), Perugia (Chiesa di San Matteo degli Armeni, Chiesa di San Bevignate), Gualdo Cattaneo (Rocca), Foligno (Palazzo Trinci, Monastero di Sant’Anna), Pale (Eremo di Santa Maria Giacobbe), Rasiglia (Chiesa della Madonna delle Grazie), Collazzone (Chiesa della Madonna dell’Acqua Santa), Narni (Basilica di San Francesco, Chiesa di Santa Pudenziana), San Giustino (Palazzo Bufalini), Spello (Chiesa di San Claudio), Todi (Cappella di Sant’Angelo nella frazione di Cecanibbi), Trevi (Chiesa di Santa Maria di Pietrarossa), Spoleto (Basilica di San Ponziano, edicola nella frazione di Silvignano), Nocera Umbra (Chiesa della Maestà di Acciano).

Graffiti Umbri

L’esposizione, già forte delle fotografie scattate dal dott. Lorenzo Dottorini, è arricchita da una sezione riservata alla proiezione video, che invoglia il visitatore a mettersi in cammino sulle tracce di ognuno di questi graffiti, seguendo le orme dei pellegrini e dei viaggiatori del Medioevo. Chi ha provato a ripercorrere la via Flaminia e la via Amerina alla ricerca di questi luoghi non ha trovato solo piccole chiese, edicole e palazzi, ma ha conosciuto intimamente l’anima storica di questi angoli di Umbria; e c’è chi, chiudendo per un attimo gli occhi, ha visto e sentito nitidamente viandanti e pellegrini apporre quella scritta, in un’atmosfera immersa nel silenzio, dilatata e senza tempo. È proprio vero che per fare grandi cose si deve iniziare da quelle piccole, che poi, a ben vedere, sono tutt’altro che piccole. Anche questo ci insegna la bella mostra Graffiti Umbri, foriera di innumerevoli spunti e riflessioni che muovono da piccoli graffiti, tanto piccoli da poter rivitalizzare o segnare ex-novo percorsi turistici altamente suggestivi e interessanti, che potrebbero conoscere sviluppi degni di nota in Italia e non solo.

Per informazioni più dettagliate sulla mostra si rimanda alla pagina ufficiale: www.graffitiumbri.it

Fotografie di Lorenzo Dottorini