Un luogo magico, che consente di vivere un viaggio nel passato tra architetture imponenti, reperti storici ed affascinanti leggende.

Sulla cima del Colle Sant’Elia, abitato fin dall’epoca protostorica, sorge un guardiano maestoso e silente della città di Spoleto, la Rocca Albornoziana, simbolo inequivocabile di questo territorio, unitamente al Ponte delle Torri che la collega al Monteluco. 

Rocca Albornoziana

La storia

Questa imponente fortezza è stata costruita tra il 1359 ed il 1367 per volontà di Papa Innocenzo VI, con lo scopo di riaffermare il potere temporale ed il controllo militare del pontefice, in quel periodo residente ad Avignone, nei territori dell’Italia centrale. Esecutore del progetto fu il Cardinale spagnolo Egidio Albornoz, dal quale il castello trae appunto il suo nome, che affidò il progetto al ben noto Matteo di Giovannello da Gubbio detto “Gattapone”. Nel tempo la Rocca Albornoziana perse la sua primaria funzione militare e divenne prevalentemente una residenza dei governatori del Ducato di Spoleto. Un luogo prestigioso per ospitare pontefici e nobili tra cui ricordiamo: Papa Bonifacio IX, Nicolò V ed un personaggio importante per la città,  la controversa quanto nota Lucrezia Borgia. Con il passare dei secoli la fortezza divenne meno significativa. A partire dal 1816 fu trasformata in carcere e mantenne questa funzione fino al 1982, quando dopo attento restauro, fu resa nuovamente fruibile per la popolazione, tramutata in polo museale. In diverse pareti interne del castello rimangono impresse le ferite di quegli anni, in forma di graffiti, realizzati dai carcerati nelle lunghe permanenze tra le sue mura.

Rocca Albornoziana
Rocca Albornoziana

La struttura

Il castello, che svetta maestoso sulla città, ha una forma rettangolare ed è protetto da ben sei torri quadrangolari difensive. Al centro troviamo la Torre Maestra, la più alta ed imponente. A sinistra si trova la Torre della Balestra, a destra la Torre Nuova. Nel lato occidentale invece al centro troviamo la Torretta detta Torre del Tinello, alla sinistra la Torre dell’Acqua e alla destra la Torre del Forno. La parte interna è divisa in due corti, una con funzioni militari, dove si radunavano ed operavano i soldati, l’altra adibita a scopi più nobili di accoglienza e rappresentanza. Le stanze della Rocca sono oggi ben conservate e restaurate. Tra quelle visitabili ed aperte al pubblico spiccano: la “Camera Pinta”, appartamento privato del castellano, impreziosita da stupendi affreschi del XIV e XV secolo ed il “Salone d’Onore”, nel quale venivano accolti i personaggi più importanti dell’epoca e nel quale si svolgevano le cene e le cerimonie.

Rocca Albornoziana

La Rocca oggi: il Museo Nazionale del Ducato

La Rocca custodisce oggi al suo interno il Museo Nazionale del Ducato. Aperto nel 2007, l’allestimento museale verte su 15 ambienti interni del castello e conserva, esposti in un percorso cronologico, reperti del territorio conosciuto con il nome di Ducato di Spoleto. Alcuni reperti sono datati tra il IV-V secolo d.C.  e provengono dalle aree funerarie e dagli edifici di culto della zona, testimoniando lo sviluppo delle prime comunità cristiane ed il fenomeno del monachesimo diffuso in tutta la montagna spoletina, in particolare nel vicino Monteluco, raggiungibile attraversando il Ponte delle Torri che collega la fortezza alla montagna. Il museo è visitabile con i seguenti orari: dal giovedì alla domenica: 9.30-19.30 (ultimo ingresso ore 18.45); lunedì: 9.30-14.00 (ultimo ingresso ore 13.15); chiuso il martedì e mercoledì. Ringraziamo la Direttrice del museo, Dottoressa Paola Mercurelli Salari per le bellissime foto degli interni e degli esterni della Rocca che sono a corredo dell’articolo.

Rocca Albornoziana

Curiosità e leggende

Come ogni castello che si rispetti, anche la Rocca Albornoziana di Spoleto conserva gelosamente storie e leggende più o meno veritiere, provenienti dal suo importante passato. Tra queste come non citare la permanenza tra le sue mura della famosa e crudele Lucrezia Borgia, figlia di Papa Alessandro VI, che la nominò reggente del Ducato di Spoleto. La nobildonna rimase per pochi mesi ospite della città, ma tanto bastò per far rinominare la torre centrale del castello “Torre della Spiritata” forse in memoria della crudeltà e delle cattiverie perpetrate dalla nobile. Sembra che in questa parte del castello si aggiri ancor oggi un fantasma, una sorta di dama bianca evanescente. Sarà forse una leggenda retaggio della crudeltà della Borgia? Questo non è dato saperlo, ma la Rocca Albornoziana di Spoleto ed il Museo del Ducato sono sicuramente due tra le più affascinanti attrazioni storiche dell’Umbria e meritano di essere visitate per assaporare il gusto di un tuffo nel passato, il nostro passato.

Fotografie per gentile concessione DRM Umbria, Museo Nazionale del Ducato di Spoleto – Rocca Albornoz