Sono esattamente trascorsi 30 anni dalla morte, avvenuta prematuramente il 21 luglio del 1991 all’età di 64 anni, di Padre Ugolino Nicolini. E, ancora oggi, i derutesi piangono la sua scomparsa.

Della frazione di Sant’Angelo di Celle, fu un presbitero e docente di storia medievale per la paleografia all’Università degli Studi di Perugia, buon lettore e appassionato di documenti antichi, sempre alla ricerca di fonti documentarie da approfondire e studiare. Proprio questa sua passione lo portò a trascorrere molto tempo all’Archivio di Stato di Perugia e in quello di Deruta. E da questi studi nacquero riflessioni, critiche e anche intuizioni, rivelatesi poi veritiere, che Padre Ugolino metteva puntualmente nero su bianco. Proprio in occasione di questo importante anniversario, abbiamo voluto approfondire la conoscenza di questa figura insieme al professore Francesco Federico Mancini, storico dell’arte e attualmente direttore del Museo regionale della ceramica di Deruta.

Padre Ugolino Nicolini

Il suo sapere a disposizione degli altri

“Padre Ugolino diede un grande contributo alla sua comunità – spiega il direttore Mancini – e la sua morte lasciò un enorme vuoto, colmato dai suoi scritti e dai suoi validissimi allievi,  come Attilio Bartoli Langeli, Giovanna Casagrande e Maria Grazia Nico Ottaviani, docenti universitari e conoscitori di storia medievale ed antichità. Essendo uno storico dell’arte spesso ci siamo scambiati informazioni e sapere su delle opere d’arte e generosamente metteva a disposizione degli altri le proprie conoscenze, non ne era geloso, anzi aveva il piacere di condividerle, insieme a dubbi e perplessità. Fu un apprezzato conoscitore della storia medievale, anche a livello nazionale, e si occupò di argomenti che andavano oltre i confini regionali, non tralasciando però le sue origini e il suo amore e la sua passione per la storia di Deruta, a cui diede un grosso contributo”.

Padre Ugolino Nicolini

Arte maiolica

“Si interessò anche alla ceramica derutese e negli archivi scovò un documento che gli confermò come questa arte della città di Deruta non sia iniziata nel Rinascimento – prosegue il suo racconto lo storico dell’arte –, nel ‘400 o nel primo ‘500, ma molto prima. Uno scritto del 1336, relativo proprio alla produzione di maioliche, li diede la prova concreta che già nel Medioevo si lavorava la ceramica. Fino a quando poi le docenti Olga Marinelli, Giovanna Casagrande e Maria Rita Silvestrelli trovarono altre documentazioni nell’archivio di Stato del capoluogo umbro che ne attestavano la lavorazione nel 1293, nel 1290 e nel 1282. Queste prove scritte ovviamente fecero la felicità di Padre Ugolino, perché confermarono i suoi sospetti e le sue ipotesi”.

Padre Ugolino Nicolini

Crisi dell’artigianato derutese

“Si interessò anche alla recessione che avvenne intorno al 1527-1528 – aggiunge ancora il direttore Mancini – e che colpì la produzione della ceramica di Deruta. Perugia fu colpita dalla pestilenza, così come tutto il contado, e questo avvenimento ci ricorda un po’ la situazione che stiamo vivendo attualmente, con la pandemia e la crisi economica che ne consegue. E anche oggi gli artigiani derutesi si lamentano dell’azzeramento delle commesse come all’epoca. Padre Ugolino trovò dei documenti, uno firmato da ventotto vasai di Deruta che informavano Perugia di trovarsi in una situazione di grosse difficoltà economiche e di grandissima povertà, e un altro scritto da due fratelli derutesi, che si esercitavano nell’arte civile, ovvero nella lavorazione di vasi, con cui chiedevano al Comune di Perugia di poter usufruire del diritto di cittadinanza. Deruta all’epoca dipendeva da Perugia e per usufruire di questo diritto, bisognava dimostrare di svolgere una professione da anni”.

Curiosità

Padre Ugolino Nicolini fu un frate minore francescano, che visse nel convento di Monteripido, a Perugia. Un tempo era consuetudine per le famiglie numerose e con ristrettezze economiche far diventare i propri figli dei religiosi, proprio come successe a Padre Ugolino. “Parlando di questa sua esperienza religiosa – ricorda ancora il professore Francesco Federico Mancini – sottolineava di essere contento di aver fatto questo percorso, di aver vissuto appieno il proprio ruolo di frate, ma ne aveva mantenuto una certa distanza laica che gli permise di capire meglio le esigenze della gente e di avere una certa empatia. Padre Ugolino fu una persona umile e che fece tanto per Deruta”. Si chiese anche perché santa Caterina da Alessandria, protettrice dei filosofi, dei teologi e degli studenti universitari e conosciuta per la sua intelligenza, sia anche protettrice dei ceramisti. E scoprì il nesso. “Santa Caterina fu martirizzata da una ruota dentata – conclude il professore Mancini –, uno strumento di tortura che altro non è che il tornio utilizzato per realizzare i vasi. E, negli anni ’80, si occupò anche del Santuario della Madonna del Bagno di Casalina (frazione di Deruta), studiando una pubblicazione del 1927 di Francesco Briganti e da queste sue ricerche ne scaturì un libro sul significato antropologico delle formelle votive in maiolica appese alle pareti del luogo sacro. Dal Seicento fino al Novecento, i contadini e i cittadini derutesi per ringraziare la Madonna fecero realizzare queste maioliche votive con la scritta per ‘Grazia ricevuta’. Tra le sue caratteristiche vi fu questo suo interesse dal punto di vista culturale, oltre ad un’intelligenza e un’apertura laica fuori dal comune”. 

Padre Ugolino Nicolini si occupò anche delle mura medievali di Perugia scrivendo il suo “Le mura medievali di Perugia”. I suoi allievi, per omaggiarlo, fecero pubblicare nel 1997 un volume, con dei suoi scritti inediti, dal titolo “Il paese dell’arte civile. Scritti sulla storia di Deruta e della ceramica derutese”, rieditato nel 2021.

Padre Ugolino Nicolini