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Le terre umbre offrono degli spettacoli mozzafiato, ma non solo. I frutti della campagna, perfetti per soddisfare qualsiasi esigenza alimentare, regalano all’assaggio una vera esperienza degustativa.

Non stupisce che l’Umbria sia riconosciuta come il cuore verde d’Italia. Ovunque si orienti lo sguardo è possibile scorgere distese di boschi e campagne, emblema dell’incanto paesaggistico della regione nonché della sua ricchezza agroalimentare. Stagionalità e filiera corta sono gli aspetti che meglio descrivono i mercati ortofrutticoli disseminati sul suolo regionale. Lasciarsi inebriare dai profumi e dai colori che dominano queste bancarelle è quasi obbligatorio, tanto quanto lo è provare i frutti delle terre umbre. 

La patata di Colfiorito IGP è il primo ortaggio da cercare tra i prodotti dei contadini umbri. La coltivazione avviene a un’altitudine di 470 metri rendendola così meno soggetta a contrarre patologie o infezioni parassitarie. Con la sua caratteristica buccia rossa e la polpa giallo chiar,o la patata di Colfiorito è un contorno perfetto da accompagnare a un piatto di pesce o carne, specie se preparata alla brace e condita con dell’olio umbro e qualche granello di sale. 

Nella lista di eccellenze da provare troviamo anche la cipolla di Cannara, presidio Slow food e prodotto agroalimentare tradizionale (P.A.T.) del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali italiano. La cipolla di Cannara, protagonista della festa che dal 1981 anima l’omonimo paesino, è denotata da caratteristiche organolettiche uniche, quali dolcezza e un’alta digeribilità. Deliziosa è la zuppa di cipolle, semplice ma quantomai gustosa. 

Il sedano nero di Trevi è un’altra eccellenza dl territorio che con le sue altissime coste verde scuro dalla polpa tenerissima merita di essere provata. Anch’esso è un presidio Slow food data l’attuale scarsità di orti che si dedicano alla sua coltura presso le fonti del Clitunno. Caratterizzato dall’assenza di filamenti e da un profumo inconfondibile, il sedano nero di Trevi è ideale da gustare in un pinzimonio o in una parmigiana filante.

lenticchie di castelluccio - umbria veggy

Al nominare questo comfort food non si può non pensare alla parmigiana di gobbi, popolarissimo secondo (o  contorno) della tradizione natalizia regionale. Questi vegetali, prima fritti, poi ricoperti da una combinazione lussureggiante di sugo e pecorino, sono veri e propri figli dell’inverno umbro. 

Meritano una menzione anche le lenticchie di Castelluccio di Norcia IGP, tutt’ora coltivate secondo i metodi tradizionali a ben 1500 metri di altezza. Questo legume piccolo e saporitissimo è prodotto in quantità limitata durante l’anno, il che lo rende un alimento piuttosto pregiato. Per assaporare il gusto autentico dei piani carsici di Castelluccio, il consiglio è di provare la lenticchia nella tradizionale zuppa alla castellucciana dove la morbida consistenza del legume incontra la croccantezza del pane tostato.

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