Nella media valle del Tevere, sul confine che anticamente fu punto di contatto tra i territori etruschi e quelli umbri, Todi oggi racconta la memoria del passato. Qui sorge un luogo in cui il tempo si è fermato, uno scrigno d’arte e di storia, situato appena fuori dalle mura perimetrali della città: è il tempio della Consolazione, un edificio che costituisce uno dei simboli dell’architettura rinascimentale.

 

La sua costruzione, iniziata nel 1508, si concluse un secolo più tardi. Non un simbolo artistico, ma molto di più: è un luogo di fede e un santuario mariano. 

Una leggenda vuole che la chiesa sia nata per volontà del popolo: si narra che un operaio, privo della vista da un occhio, eseguendo l’ordine di liberare dai rovi la zona vicino alle porte di santa Margherita e san Giorgio, luogo dove oggi sorge la chiesa, avesse ripulito dalla polvere, con il proprio fazzoletto, il volto della Vergine Maria di un’edicola votiva ricoperta di sterpaglie. In seguito, asciugandosi il volto e gli occhi con quello stesso fazzoletto avrebbe riacquistato miracolosamente la vista. A questo punto, si prospettò la possibilità di rendere noto il miracolo anche in regioni lontane costruendo un tempio mariano nelle vicinanze: la chiesa doveva ospitare l’immagine della Madonna e diventare così un punto di pellegrinaggio per i malati.

LA DESCRIZIONE DELL’EDIFICIO

La paternità del progetto strutturale non è sicura: fin dal cinquecento la costruzione è stata attribuita a Donato Bramante, pur con qualche riserva, mentre certo fu l’intervento di alcuni tra i più insigni architetti dell’epoca: Cola di Matteuccio da Caprarola, Ambrogio da Milano, Antonio da Sangallo il Giovane, Jacopo Barozzi detto “Il Vignola” e Baldassarre Peruzzi.

Il maestoso tempio dalle forme armoniche è alto circa 70 metri, con una lanterna che capeggia sulla cupola centrale. L’impianto è croce greca caratterizzato da cinque cupole, una centrale ed una per ogni abside della pianta del tempio. Il progetto ricorda da vicino quello originale della Basilica di San Pietro a Roma, per la quale il Bramante prevedeva all’epoca una Chiesa a pianta centrale.

Attualmente l’immagine miracolosa e leggendaria raffigurante Maria con il Bambino si trova all’interno dell’altare costruito nel 1634 su disegno dell’architetto Carlo Rainaldi. Le absidi poste su tutte i lati contengono ciascuna la statua di uno dei 12 apostoli. La chiesa ospita inoltre una statua in legno, realizzata dallo scultore francese Carlo Laurenti intorno al 1638, di una delle personalità tuderti di maggior spicco Papa Martino I vissuto nel VII secolo d.C.

TODI TRA CURIOSITÀ E LEGGENDE

Tuttavia le curiose ed interessanti leggende di Todi legate alla costruzione della Consolazione non finiscono qui: nelle cronache locali, le prime notizie sull’immagine miracolosa vengono fatte risalire al 1458, quando si diceva che i territori lungo il Tevere conosciuti come “il pianoro di San Giorgio”, erano devastati da un drago mostruoso che seminava morte. L’ essere mostruoso di cui si parla, in realtà era una terribile epidemia che nel 1458 si era estesa nei territori intorno a Todi mietendo molte vittime. Nel 1508 si ripresentò una situazione di malattia comunitaria diffusa così come la precedente. Per cui l’immagine incastonata dietro l’altare ricorda ancora, dopo tanti secoli che Maria è porto sicuro di consolazione. Di questo singolare racconto rimane in fondo alla chiesa, custodito in una teca, un gigantesco osso, appartenuto a qualche animale preistorico. Questo reperto, considerato una costola di drago, è conservato da tempo immemore nella chiesa come ringraziamento alla Vergine per aver concesso ai soldati di Todi di sconfiggere il terribile rettile che devastava la zona. Ulteriore testimonianza del grande moto di devozione popolare che, nel 1508, darà il via alla maestosa fabbrica del tempio all’ingresso della città di Todi.

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Attribuzione immagini

Crilupaga, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons
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Carlo Intotaro - Droinwork, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons
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