Uno dei luoghi più suggestivi della Valnerina, meritevole sicuramente di una visita, è l’abbazia di San Pietro in Valle a Ferentillo, situata a pochissimi chilometri da Terni.

Il complesso monastico sorge in un fitto bosco lungo la statale che dal borgo prosegue in direzione Cascia. È completamente immerso all’interno del Parco Naturale del Fiume Nera, nel silenzio della valle che pervade questo posto dall’incomparabile fascino storico, spirituale e naturalistico.

Nel sito, tra il IV e VI secolo, era presente una comunità di eremiti che visse per molti anni in una grotta adiacente all’attuale chiesa. La struttura, oggi di proprietà privata, è stata recentemente riadattata per essere destinata alla ricettività turistica.

La storia del sito, tra realta’ e leggenda

L’abbazia ha avuto un ruolo chiave nell’evoluzione religiosa, sociale e politica della valle del Nera e grande influenza sulla vita del territorio circostante.La leggenda narra che Lazzaro e Giovanni, due degli eremiti dei circa 300 provenienti dalla Siria e diretti verso i territori dello Spoletino, varcassero il monte Solenne e scendessero nella Valnerina. Lì costruirono un eremo, divenuto luogo di culto tra le genti locali. Fu Faroaldo II, duca di Spoleto, dopo aver incontrato in sogno San Pietro, a far sorgere il luogo dedicato proprio al santo e il monastero che da allora adottò la regola di San Benedetto. Successivamente nell’840 i monaci che lo abitavano furono allontanati per volontà del vescovo di Spoleto e nel 1016 l’abbazia venne distrutta dai saraceni.

La struttura del complesso

La chiesa è costituita da una pianta a croce latina, con un’unica navata che si conclude con tre absidi.
Al suo interno sono custoditi alcuni frammenti longobardi e cinque sarcofagi romani. Nella parte alta delle pareti laterali e nell’arco trionfale si trova un ciclo di affreschi del XII secolo con Storie del Vecchio e del Nuovo Testamento che, per numero di scene e per stato di conservazione, è considerato tra i più importanti della pittura romanica in Italia, rappresentando una delle prime reazioni allo stile “ieratico” della pittura bizantina.

L’altare maggiore, posto al centro del presbiterio e realizzato con frammenti marmorei risalenti all’VIII secolo, è costituito da una lastra del paliotto con l’iscrizione Ursus Magister, primo esempio di scultura firmata dall’autore. Un portale della seconda metà dell’XI secolo immette nel chiostro a pianta rettangolare e a doppio loggiato, con le arcate inferiori risalenti al XII secolo. 

Nel cortile si trova un’ara circolare in marmo di probabile origine greca, decorato da bassorilievi con satiri e menadi. I restanti edifici che costituiscono il complesso abbaziale, anch’essi probabilmente del XII-XIII secolo, sono raccolti intorno al chiostro. Ancora oggi, l’abbazia benedettina è meta di pellegrini che la raggiungono a piedi percorrendo la Valnerina, ammirando in questo modo lo stupendo patrimonio religioso che l’Umbria ha da offrire. 

L’edificio è attualmente chiuso al pubblico a seguito del DPCM del 3 novembre. Nella speranza di poterlo ammirare nuovamente molto presto, per ulteriori informazioni si può consultare il sito www.mummiediferentillo.it