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La piccola frazione di Fornole, nel Comune di Amelia, era conosciuta in epoca romana come Castrum Fornoli, infatti da come ci suggerisce il nome possedeva un gran numero di fornaci, che grazie al terreno molto argilloso venivano utilizzate per la produzione di materiale fittile come tegole, mattoni e vari tipi di vasellame.
Il borgo con le sue possenti mura sorse intorno all’XI secolo; è ancora ben visibile l’impianto difensivo con le sei torri e le due porte di accesso alla cittadina, anche se inglobate da abitazioni moderne.
All’interno delle mura è rimasta la suddivisione urbanistica medievale, con vicoli paralleli ed allineati, che seguono l’impostazione del castrum romano.

Fornole di Amelia - panorama

I secoli XV e XVI furono particolarmente movimentati; prima venne sottomessa ad Amelia, che la dotò di nuove torri,  poi nel 1412 iniziarono le incursioni: da parte del condottiero mercenario Braccio da Montone e a seguire da parte di Paolo Orsini a capo delle milizie della chiesa.
Il castello venne dato alle fiamme per due volte, la prima nel 1421, dagli abitanti della vicina Foce, e la seconda volta nel 1434 da Niccolò Piccinino, tra i più importanti capitani di ventura del XV secolo.

Assolutamente da visitare è la chiesa ed il Parco San Silvestro, che durante l’alto medioevo giocarono un ruolo importantissimo per il controllo del corridoio bizantino.
Da uno studio fatto dall’archeologo Giulio Faustini sembrerebbe che la collina su cui sorgono la chiesina ed il parco abbia ospitato un insediamento preromano.
Anche il ritrovamento di alcuni elementi architettonici presenti all’interno della chiesa lasciano ipotizzare la presenza di un luogo di culto già nel IX secolo.

Fornole di Amelia - porta