L’atleta umbra, del Centro Sportivo Olimpico dell’Esercito, sarà portabandiera italiana ai Giochi del Mediterraneo.

L’umbra Diana Bacosi, atleta di punta dell’Esercito Italiano, sarà la portabandiera dell’Italia ai Giochi del Mediterraneo 2022, che si terranno ad Orano in Algeria dal 25 giugno al 6 luglio. L’annuncio del Presidente del Coni Malagò è arrivato proprio dal capoluogo di Regione, Perugia.  

L’atleta umbra di tiro a volo ha un palmares eccezionale. Una macchina da vittorie che rende orgogliosa l’Umbria e tutta l’Italia. Diana è nata a Città della Pieve nel 1983. Tra le sue vittorie più importanti annoveriamo un oro olimpico conquistato a Rio nel 2016 nello skeet e una medaglia d’argento vinta alle Olimpiadi di Tokyo 2020. Tra gli altri innumerevoli titoli che vanno ad impreziosire la bacheca dell’atleta del Centro Sportivo Olimpico dell’Esercito contiamo anche tre titoli mondiali e due ori ai Giochi Europei, rispettivamente ottenuti a Baku nel 2015 nel team misto e a Minsk  nel 2019 a livello individuale.

Diana è una campionessa olimpica d’eccezione, ambasciatrice nel mondo, attraverso i valori dello sport, della nostra meravigliosa Umbria. Ascoltiamo il racconto delle sue emozioni per questa nomina di portabandiera ed il suo legame con il territorio direttamente dalle sue parole.

Diana lei è stata scelta come portabandiera italiana ai prossimi Giochi del Mediterraneo. Cosa si prova a rivestire questo prestigioso ruolo?

Sono onorata ed emozionata per essere stata scelta come portabandiera per i Giochi del Mediterraneo. Non vedo l’ora di vivermi questo momento e di sventolare il Tricolore, simbolo della nostra amata Italia.

Quali sono i suoi obiettivi per questi imminenti Giochi del Mediterraneo?

Ovviamente, come in ogni competizione, punto al gradino più alto del podio, poi si sa ogni gara è particolare. Oltre alla preparazione tecnica, bisogna gestire bene le emozioni.

Facciamo un salto nel passato. Come e quando nasce la passione per questo sport?

La passione per questo sport, il tiro a volo, nasce alla tenera età di 14 anni grazie al mio babbo Lao. All’epoca frequentava i campi da tiro nel week and con gli amici ed io andavo con lui per stare un po’ insieme, visto che lavorava sempre durante la settimana. Una volta ho provato a sparare e da lì non ho più smesso. Ho iniziato poi a praticare la mia disciplina, che è lo skeet, all’età di 18 anni.

Diana lei è un militare del Centro Sportivo Olimpico dell’Esercito. Come ha influito questo nel raggiungimento dei suoi prestigiosi traguardi sportivi?

Mi sono arruolata nell’Esercito Italiano nel 2005 partendo come Volontario in Ferma Breve. All’inizio sono stata assegnata ad Ascoli dove sono stata un paio di mesi, poi avendo le gare di Coppa del Mondo a Roma, sono stata aggregata al Centro Sportivo e da lì è cominciata la mia nuova avventura. Al Centro Sportivo Olimpico dell’Esercito ho trovato la mia seconda casa, mi hanno sempre aiutato e supportato in tutte le mie necessità. Mi hanno fatto crescere, non solo sportivamente, ma anche come militare e come donna. Senza l’aiuto del Centro Sportivo non avrei raggiunto i miei numerosi traguardi, tra cui l’oro alle Olimpiadi di Rio, la vittoria del Campionato Mondiale e degli European Games e l’ultima fatica che è stata l’argento vinto alle Olimpiadi di Tokio.

Parigi 2024, Olimpiadi. Lei ci sarà?

Spero di esserci a Parigi 2024. A breve cominceremo le qualificazioni e la scalata per la conquista dei pass per le Olimpiadi. Come sempre non sarà facile, ma spero di esserci, anche perché a Parigi ci sarà la competizione mix team (uomo-donna) e quindi un’altra gara con un’altra medaglia in palio.

C’è ancora tanto da lavorare, ma c’è anche tempo.

Il tiro a volo è uno sport molto diffuso in Umbria, quali sono secondo lei i motivi di questo particolare radicamento sul territorio?

L’Umbria è una terra di cacciatori, di tiratori ed è una tradizione che si tramanda in famiglia. Io mi ricordo che fin da piccola vedevo i miei nonni andare a caccia e al poligono e così il mio babbo è così io… c’è tanta natura e il rispetto per la stessa.

Se le dico Umbria, a cosa pensa?

Se mi dice Umbria penso…casa! Quando sono fuori manca il profumo della mia terra, i suoi paesaggi, la bella e genuina gente, questo mi manca.

Cosa porterebbe sempre con lei dall’Umbria?

Il cibo! Mi porterei sempre dietro la torta al testo ed un bel tagliere tipico umbro!