Seguendo il filo conduttore delle celebrazioni raffaellesche in Umbria, la Fondazione CariPerugia Arte ha organizzato dall’11 settembre 2020, prorogata fino al prossimo 3 ottobre 2021 anche a Gubbio, presso le Logge dei Tiratori della Lana la mostra Dal lustro all’istoriato: Raffaello e la nuova maiolica. L’esposizione è centrata sulle produzioni di ceramica a lustro – uno dei fenomeni più significativi nell’ambito delle arti applicate del Rinascimento – e documenta attraverso l’allestimento di circa centoquaranta opere, altri materiali e supporti multimediali le caratteristiche e il rapido passaggio dalla produzione a lustro a quella istoriata con particolare riferimento alla riproduzione dalle incisioni e stampe delle opere di Raffaello e altri pittori dell’epoca. Inoltre una sezione è interamente dedicata alla evoluzione del gusto nel collezionismo e alle riproduzioni di marca storicista tra Otto e Novecento.

Raffaello e la nuova maiolica

La maiolica lustrata tra Gubbio e Deruta

Raffaello Sanzio, genio del Rinascimento e uno dei più grandi artisti di ogni tempo, fu soprattutto un pittore, ma forse non tutti sanno che la bellezza e la grazia delle sue opere, così come avvenuto anche per il suo grande maestro Perugino, sono state una grandissima fonte di ispirazione per l’arte della ceramica, arte che ebbe ed ha ancora in Umbria uno dei territori di massima elezione.

Difatti dall’ultimo quarto del XV secolo e fino ai primi decenni del secolo successivo la maiolica lustrata rappresentò infatti l’eccellenza dei maestri vasai italiani, in particolare di quelli delle due cittadine umbre di Deruta e di Gubbio. Rapidamente, a partire dagli anni Venti del XVI secolo, si affermò una nuova tipologia che la letteratura ceramologica moderna comprende negli istoriati, fortemente influenzata dalla pittura di Raffaello Sanzio e favorita dalla grande diffusione delle stampe di Marcantonio Raimondi che ne riproducevano disegni e opere, rendendo facilmente accessibili dipinti del maestro urbinate altrimenti difficilmente avvicinabili.

Verso il secondo decennio del XVI secolo, la nuova moda della ceramica “figurata” con scene evocative di miti, imprese o di episodi biblici, spesso tratti dalle opere di pittori coevi, soppiantò quella del lustro, o maiolica secondo la antica denominazione. Testimoni del passaggio furono le officine di Gubbio, in particolare quella di Mastro Giorgio Andreoli, che ancora verso gli anni ’30 del Cinquecento apponeva il lustro su piatti istoriati urbinati, come si legge inequivocabilmente in quello datato 1532, raffigurante   la Presentazione della Vergine al Tempio, che sul retro porta la specificazione “M G finì de maiolica”.

Il percorso dell’esposizione

La mostra “Dal lustro all’istoriato: Raffaello e la nuova maiolica” si articola infatti in quattro sezioni. “Deruta, Perugino, Pinturicchio e i vasi che paion dorati”. “Mastro Giorgio finì de maiolica” riguardante l’attività di Giorgio Andreoli. “Raffaello e l’istoriato” che documenta attraverso opere della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia l’influenza del pittore urbinate sul cambiamento della ceramica. “Il gabinetto delle curiosità e delle meraviglie” che ricrea idealmente collezioni d’arte e curiosità ceramiche. Il percorso si completa con la proiezione di alcuni video. Per esempio, quello dell’iniziativa “Maiolica – Lustri oro e rubino dal Rinascimento ad oggi”, allestita l’anno precedente sempre dalla Fondazione CariPerugia Arte.

Per informazioni su apertura, prenotazioni e orari visitare il sito www.fondazionecariperugiaarte.it

Raffaello e la nuova maiolica