Le sale affrescate dal pittore, scenografo, decoratore e insegnante perugino e allievo all’Accademia di belle arti, Annibale Angelini, la corte interna, la limonaia e i giardini fanno della dimora cinquecentesca Villa Monticelli, un luogo di cultura, storia e paesaggio unico.

Il complesso, raggiungibile attraverso un tortuoso viale alberato ed ubicato su di una propaggine collinare del Monte Pecoraro dominante la valle del torrente Rio, è frutto di numerose fasi costruttive. Le prime notizie sull’insediamento risalgono al IX secolo, quando l’edificio era un piccolo castello e intorno al Mille venne trasformato in un convento, prima benedettino, poi cistercense, per poi divenire proprietà del capitano Francesco Della Rosa, il quale all’inizio del Cinquecento lo trasformò nella villa odierna, dotata di corte interna. Alla struttura originaria furono aggiunte due ali unite da un loggiato tripartito, sovrastato da un ampio terrazzo che si affaccia sul giardino, secondo i canoni delle ville toscane dei Medici. Villa Monticelli si sviluppa su tre piani, con coronamenti a timpano triangolare e curvo alternati, più un mezzanino ubicato sotto il piano nobile. 

L’ampliamento rinascimentale di Della Rosa riguardò anche la creazione del giardino all’italiana su due livelli di terrazzamenti, grazie a imponenti mura di contenimento. Il giardino alto, dove è ubicata la villa, si compone anche della casa del custode che si trova di fronte al prospetto d’ingresso, ed è costituito da aiuole di bosso e lauro ceraso ed è ornato da fontane, statue e pini marittimi, mentre quello basso, raggiungibile attraverso una doppia scalinata, è suddiviso in quattro spazi quadripartiti da siepi di bosso, ornato di specie vegetali pregiate e vasconi. Alle due estremità del giardino le siepi circondano un vascone ovale e, lungo il lato occidentale, fa da testata l’imponente edificio della limonaia. Due coppie di rampe doppie conducono al terrazzo inferiore, che nell’Ottocento era costituito da un grande giardino rettangolare, al centro del quale se ne allineava un altro triangolare. L’area esterna è suggestiva, non solo per le sostruzioni imponenti che conferiscono monumentalità al complesso, ma anche per la presenza del disegno originale dei giardini mantenuto nel tempo. 

Nell’Ottocento la villa entrò in possesso del decoratore Annibale Angelini, che fra il 1854 e il 1876, ne affrescò completamente il piano nobile. Angelini, famoso per le committenze vaticane, dipinse la galleria d’ingresso, il salone centrale, le stanze e il giardino d’inverno, interpretando vari temi decorativi quali segni zodiacali, animali esotici, soprattutto uccelli, e domestici, divinità e bestie mitologiche, grottesche, paesaggi e motivi pompeiani.

 

Secondo la tradizione poi le monache cistercensi nel 1304 porsero a Papa Benedetto XI, in visita a Perugia, dei fichi avvelenati che lo portarono alla morte. Attualmente il papa Benedetto XI è sepolto nella chiesa di San Domenico in un bellissimo mausoleo marmoreo alla destra dell’altare maggiore. Sarebbe proprio in seguito a questo evento delittuoso che la Curia chiuse il convento e vendette il bene al capitano Francesco della Rosa. 

La Villa attualmente è una residenza privata, che ospita anche eventi culturali e ricevimenti, ed è possibile visitarla.

Per informazioni si può chiamare ai numeri 335 5267136 – 338 4818784.