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Mons Lucus, meglio conosciuto come Piediluco, si trova a pochi km dalla città di Terni e dal 2016 fa parte dei “Borghi più belli d’Italia”.
La storia di Piediluco è molto vasta, basti pensare che nell’area circostante vi sono stati ritrovamenti archeologici risalenti all’Età del Bronzo.
Come suggerisce l’antico toponimo, il Lucus rappresentava il bosco sacro, il luogo di culto per antonomasia della religione romana e dei culti pagani.
Le prime notizie riguardanti la rocca risalgono al 1028, quando Berardo di Arrone, offrendo i suoi possedimenti all’Abbazia di Farfa, fa menzione anche di un “Castello de Luco“.

Rocca di Piediluco - internamente
Rocca di Piediluco - paesaggio - illustrazione

Nel 1211 Federico II ne cedette la signoria alla famiglia dei Brancaleoni, che fortificarono il castello e gli diedero un assetto difensivo.
Nel 1298 a causa di un forte terremoto una buona parte della rocca venne distrutta ed Oddone di Brancaleoni si occupò della ricostruzione.
Durante l’egemonia dei Brancaleoni, il castello si trovò nel pieno delle lotte tra Guelfi e Ghibellini, durante le quali venne assediato dai comuni vicini, Rieti e Spoleto, finendo per essere distrutto.
Le continue ostilità territoriali portarono all’uccisione dei Brancaleoni e fu così che fece la comparsa Blasco Fernando di Belviso, rettore del ducato di Spoleto e cugino del cardinale Albornoz (ecco perché chiamata anche Albornoziana), che la fortificò e la rese ancor più strumento di controllo, un simbolo della “restaurazione”.

Rocca di Piediluco - copertina

Per la ricostruzione della Rocca sembrerebbe che Blasco abbia gravato sulla popolazione con pesanti tasse ed imposte, proprio per questo motivo i piedilucani si ribellarono uccidendo Blasco ed il figlio Garcia.
La rocca, rappresentava il fulcro di un complesso sistema difensivo costituito da una serie di cinte murarie e torri di avvistamento, oggi purtroppo in stato di rudere.
Si possono distinguere due edifici, la rocca vera e propria ed a sud-est quello che resta del palazzo dei Brancaleoni.
Tra il ‘700 e l’800 diventò proprietà dei baroni Ancajani, poi dei conti Pianciani di Spoleto e dei baroni Franchetti, quando infine nel 1927, Piediluco e la sua Rocca divennero proprietà della Provincia di Terni.


Foto storiche:
Terni – la città e i dintorni di Luigi Lanzi
I castelli – materiali per la conoscenza del territorio 

Rocca di Piediluco - illustrazione antica
Rocca di Piediluco - illustrazione antica 2