È risaputo che la giornata dedicata all’amore sia il 14 febbraio, data in cui si celebra San Valentino, ma la storia originale del santo patrono della città di Terni forse rimane sconosciuta ai più.

Luogo del Santo

San Valentino è una piccola frazione di Scheggino in provincia di Perugia che a sua volta eredita la denominazione dall’omonimo castello di poggio che domina la valle del fiume Nera. 

Un tempo dipendente dal feudo abbaziale di San Pietro in Valle, il piccolo centro circondato dalle mura di fortificazione risalenti alla seconda metà del XV secolo non ha mai avuto autonomia amministrativa e dipendeva dal vicino castello di Caselli. 

Arrivando da Colleponte e percorrendo un antico percorso di montagna verso Spoleto, si individua la Chiesa di San Valentino. L’edificio romanico dedicato al Santo Vescovo di Terni è ancora lì e fu costruito intorno al XIII secolo all’interno delle mura dell’antico castello. Oggi, nonostante il degrado, la chiesetta inserita nel piccolo castello conserva ancora il suo fascino.

Origini della celebrazione

Ritornando alle origini di questa celebrazione, dobbiamo risalire all’epoca romana in quanto la festa degli innamorati nasce come antico rito pagano dedicato al dio della fertilità Luperco.

Nel 496 d.C. papa Gelasio I decise di bandire i lupercalia celebrati durante la metà del mese di febbraio poiché prevedevano celebrazioni sfrenate e in contrasto con la morale cristiana. 

In questa occasione le matrone romane, qualcuna persino in dolce attesa, si offrivano alle frustate di giovani uomini nudi e devoti al fauno Luperco, convinte che questa flagellazione avrebbe fatto bene anche alla nascita del pargolo. D’altronde per alleviare il dolore era sufficiente ammirare i corpi di quei giovani flagellatori completamente nudi oppure ricoperti da uno striminzito gonnellino di pelle intorno ai fianchi. Queste immorali celebrazioni vennero contrastate dal Papa di allora che fissò al 14 febbraio una più romantica celebrazione dedicando la giornata a San Valentino come festa dell’amore  .

Quale santo?

Molti Santi di nome Valentino furono martiri e non si sa molto di loro ma quelli più noti sono due. 

Il primo, nato a Terni nel 176, viene descritto come difensore delle storie d’amore e offriva una rosa alle coppie infelici cercando di far tornare la pace tra loro. Inoltre, guidava i giovani innamorati verso il matrimonio supportandoli a diventare genitori. Il secondo Santo sarebbe stato decapitato a Roma il 14 febbraio del 274 e secondo alcune fonti sarebbe lo stesso personaggio di Terni, secondo altre non sarebbe mai esisto.

Egli fu decapitato per aver celebrato il matrimonio tra la cristiana Serapia e il legionario pagano Sabino. La giovane innamorata era malata e le promesse d’amore furono scambiate in fretta ma mentre Valentino benediceva la loro unione morì anche lo sposo.

Il patrono dell’amore

Ogni anno, migliaia di fedeli visitano la basilica a Terni del Santo Patrono e soprattutto vi si recano coppie di giovani fidanzati o sposi. La benedizione ebbe origine nell’Alto Medioevo quando i benedettini diffusero in tutta Europa il culto valentiniano. La celebrazione cade nel periodo dell’anno in cui la stagione invernale sta per abbandonare certe zone del sud Europa e l’attribuzione di Santo degli innamorati sembra essere un’eredità dal mondo letterario anglosassone.

Geoffrey Chaucer, scrittore inglese famoso per i suoi Canterbury Tales, tra il 1372 e il 1380 soggiornò in Italia e presumibilmente qui fu ispirato a comporre The Parliament of Fowls, un poema allegorico in cui San Valentino sarebbe il precursore del risveglio della primavera e quindi dello sbocciare degli amori.

Attribuzione immagini

trolvag, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

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