Nei pochissimi ritratti che abbiamo di Prospero Podiani possiamo trovare una certa somiglianza con il tenebroso Grigorij Rasputin.

Podiani, che non era un oscuro signore al servizio degli zar né tanto meno l’amante della zarina, è stato un bibliotecario ante litteram, colui che ha donato alla città di Perugia la sua biblioteca più celebre, la Biblioteca Augusta

Questo personaggio, purtroppo ancora oggi poco conosciuto, era riuscito a comprendere già nel 1500 la vera natura del capoluogo umbro. Perugia, una rigogliosa fonte culturale, pronta ad ospitare studiosi provenienti da ogni paese.

Lui voleva, anzi desiderava, offrire i suoi libri alla comunità, rendendo fruibile il sapere, scrostandolo dal suo atavico elitarismo. Questo, che per noi è un concetto reale e tangibile, era al tempo astratto e futuristico. 

Prospero Podiani

Podiani, che per essere puntigliosi non è perugino, proviene da una famiglia benestante di Poggio Aquilone vicino Marsciano. Nasce intorno al 1535 e trascorre gran parte della sua vita fra Perugia e Roma. Viaggerà molto, con lo scopo principale di arricchire la sua collezione di libri.

É difficile etichettare questo personaggio, anche se prima ci abbiamo provato. Non possiamo definirlo un intellettuale o un letterato, ma ispirandoci ai cercatori d’oro possiamo dire che era un cercatore di libri. Ricco. Un ricco cercatore di libri. 

Comprava, regalava, prestava, vendeva, scambiava e catalogava libri. Arriverà a possedere fra i venti e quarantamila volumi, fra manoscritti e libri a stampa.

Nel 1582 bussa alla porta del comune di Perugia, affermando di voler donare i suoi libri alla città, istituendo una biblioteca della quale lo stesso Podiani sarebbe divenuto il custode. 

Inizierà il lungo travaglio, che avrà fine solo tempo dopo la sua morte. 

Creare una biblioteca, al tempo di Podiani, sembra impossibile come plasmare la Biblioteca di Babele immaginata da Jorge Luis Borges

La prima sede dell’Augusta doveva essere ospitata da un piano di Palazzo dei Priori. A lavori conclusi, con tanto di affreschi, l’intero progetto sfuma. La conseguente esplosione di nervi del bibliotecario, è ormai inevitabile. Riprende i suoi averi e tenta di trovare loro una nuova casa. Propone, anzi minaccia, di dare i suoi volumi al convento di Sant’Agostino, all’abbazia di San Pietro o all’ospedale della Misericordia. Stilò sette diversi testamenti, in ognuno lasciava i suoi tesori ad un diverso destinatario.  Molti libri, vista la magnificenza del caos e dell’incertezza, andarono perduti, dispersi fra possibili acquirenti e finti protettori, come il caso del duca Giovan Angelo Altemps che acquisì in maniera poco onesta i libri che Prospero Podiani aveva nella casa di Roma. 

Prospero Podiani

Già poco prima della sua morte, avvenuta il 16 novembre del 1615 a Perugia, tutti desideravano la sua eredità, anche coloro che precedentemente avevano rinunciato a questa ricchezza. Il Comune riuscì ad ottenere ciò che voleva recuperando il contratto di donazione del 1582. Ad ogni modo, in ultima istanza, Prospero Podiani aveva deciso di lasciare i libri proprio alla città. 

 

Si lavora con lentezza, difatti solo dal 1617 iniziarono a occuparsi del progetto tanto agognato da Podiani. Si recuperarono gran parte dei suoi libri, precedentemente dispersi, e venne comprato Palazzo Meniconi, sito in quella che oggi conosciamo come Piazza Matteotti, per diventare la sede della biblioteca. In seguito la struttura venne demolita e i libri tornarono a Palazzo dei Priori per poi essere spostati, ancora una volta, in Palazzo Conestabile della Staffa in Porta Sole, sede attuale della Biblioteca Augusta. 

 

Paolo Renzi, bibliotecario del Fondo antico della Biblioteca Augusta, scrive:

la maggiore testimonianza del valore e dell’opera di Prospero è l’Augusta in sé, nata da una parte dell’enorme patrimonio bibliografico che Podiani si procurò a mezzo di grandi sacrifici nel corso della sua vita. É a Palazzo Conestabile, oggi, che la Città di Perugia non solo conserva, ma tutela, studia, valorizza e mette a disposizione di tutti il tesoro accumulato da quell’uomo, secondo quelle che  erano le sue intenzioni. Basta questa. Altrove, forse, la sua lungimiranza e la sua generosità ne avrebbero fatto una gloria nazionale. La Città di Perugia deve solo acquistare consapevolezza di aver dato i natali a un intellettuale di livello europeo, decisamente all’avanguardia sui suoi tempi.

 

Dunque, nonostante le travagliate vicende della sua vita e la brutta rappresentazione che di lui si faceva nei ritratti, sintomo dell’opinione dei più, un giorno, l’anima di Prospero Podiani, entrerà dalla porta sul retro delle biblioteche di tutto il mondo e con forza urlerà: «Sono io, Prospero Podiani, l’inventore della biblioteca pubblica, ricordatevi di me», ovviamente per la scena vestirà gli abiti del mistico Rasputin.

Prospero Podiani