Immaginate uno specchio d’acqua dolce in un dorato tramonto di settembre. Attaccato al molo ozia silenzioso un barcone. All’improvviso vi accorgete dell’inizio di un litigio fra un uomo e una donna, lui cinquantenne lei giovanissima. Non sapete chi sono ma è chiaro che stia iniziando una storia intrigante, un noir psicologico dalle sfaccettature politico-sociali.

Potrebbe sembrare la scena iniziale di un inedito film d’autore presentato all’ultimo Festival del Cinema di Venezia, invece è l’incipit di una storia molto meno recente: quella de “Il Tabarro” del compositore Giacomo Puccini.

L’opera lirica andrà in scena domenica 13 settembre 2020, alle ore 19.00, su un palcoscenico d’eccezione: la darsena di Passignano sul Trasimeno.

I personaggi e l’ambientazione de “Il Tabarro”

Opera breve, “ Il Tabarro” è una delle creazioni meno note del cigno lucchese, forse a causa delle tematiche affrontate, così moderne, o per la natura dei personaggi, poveri, umili e profondamente imperfetti nelle proprie pulsioni e desideri.

La protagonista, Giorgetta (interpretata dal soprano umbro Paola Stafficci) è una donna di 25 anni, stanca e insoddisfatta, dalla femminilità frustrata, la quale cerca fuga e calore in un rapporto extraconiugale.

Il marito e protagonista maschile è Michele (il baritono Andrea Sari Mareso). Michele è il padrone della barca in scena, in rovina economica. La sua disperazione si sfoga in diffidenza e gelosia malata e violenta per la giovane moglie.

Luigi (Claudio Rocchi, tenore) è l’amante di Giorgetta. Giovane e impulsivo è inevitabilmente immaturo perciò incapace di affrontare le problematiche economiche e morali che gli sono proprie.

Essenziale per lo sviluppo della tragedia è anche un’altra donna, La Frugola (Rosalba Petranizzi, mezzosoprano).  E’ la moglie di uno scaricatore del porto dove si svolge l’azione, il “Talpa”, ed anche lei, come tutti gli altri personaggi della narrazione, soffre per la propria povertà, dolore che si manifesta però con sintomi di natura psichiatrica.

Originariamente, il dramma pucciniano fu collocato dal compositore sulla Senna, a Parigi. Per questo motivo l’idea degli organizzatori dell’evento, l’Associazione del Coro Lirico dell’Umbria – Cor.A.Li.Um., di realizzare l’opera sulle rive del Lago Trasimeno risulta affascinante ed azzeccata.

In questa rappresentazione resta la dominanza scenica dell’acqua ma il resto dell’opera si rinnova, andando oltre le mere indicazioni del libretto. Diventa archetipo perché collocabile con successo in luoghi e contesti storici differenti, dalla Parigi del 1910 ad un lago italiano, senza che la narrazione ne risenta.

Questo è uno dei tanti obiettivi che la regia di Stefano Rinaldi M. si è posta di raggiungere; realizzare un’opera sociale che parli in generale di povertà, emarginazione, miseria e persino di immigrazione. I personaggi vivono di nulla e per disperazione, come accade anche oggi, affidano all’acqua e ad un semplice barcone il proprio destino, sperando in un’esistenza migliore. Ciò per Rinaldi accade in un tempo diverso da quello pensato da Puccini: gli anni ’50 del neorealismo italiano.

Trasimeno, Lago Pucciniano 

“Il Tabarro” al Lago Trasimeno è insomma pensato per essere semplicemente teatro di strada. Perciò la regia ed il team di organizzatori si sono sporcati letteralmente le mani così da raggiungere l’iperrealismo che lo stesso Puccini desiderava ottenere.

Questa rappresentazione, racconta durante la conferenza stampa Paolo Galmacci, presidente dell’Associazione Coro Lirico dell’Umbria, è uno degli elementi costitutivi del “progetto ad ampio respiro Opera Trasimeno, partito nel 2016 con Suor Angelica”.

“Il Trasimeno “ continua “ è luogo ideale per coltivare questo genere, grazie ai suoi elementi scenografici e ai tanti residenti stranieri appassionati del genere operistico. A ciò si aggiunge lo speciale legame che unisce Puccini al Trasimeno, tanto che potrebbe ambire a diventare Lago Pucciniano “.

E’ in effetti poco noto ma Giacomo Puccini soggiornò più volte sulle sponde del Lago umbro, affascinato soprattutto dai suoi panorami.

Parteciperanno alla rappresentazione molti altri interpreti comprimari di alto livello accompagnati, assieme ai protagonisti, dal pianista Ettore Chiurulla.

Sarà invece il maestro Sergio Briziarelli a dirigere gli elementi del Coro Lirico dell’Umbria.

L’evento, ad ingresso libero con posti limitati, è organizzato con il patrocinio del Comune di Passignano sul Trasimeno e del Club Velico Trasimeno, entrambi molto soddisfatti di poter contribuire al rafforzamento della grande lirica in Umbra.

il tabarro - darsena di Passignano sul trasimeno - 2020 - locandina