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Genuini, pregiati e ricchi di gusto. I prodotti della campagna apparecchiano la tavola per portare nel piatto il sapore verace dell’Umbria.

Il cuore verde d’Italia vanta specifiche morfologiche piuttosto favorevoli per l’allevamento ovino. Negli anni le distese di terra umbre sono state uno strumento di sussistenza importante per la popolazione che dai pascoli traeva carne, lana e ottimo latte. Oggi quest’ultimo è l’ingrediente fondamentale del pecorino, un’eccellenza che assume connotazioni organolettiche uniche a seconda della sua lavorazione e stagionatura.

Il pecorino di Norcia del pastore è un prodotto inimitabile, tutt’ora realizzato mediante la lavorazione di un tempo. Questo formaggio – parte della lista dei prodotti agroalimentari tradizionali del ministero delle politiche agricole alimentari e forestali italiano – ha un gusto piccante che si attenua con la stagionatura ed è perfetto da servire su una fetta di pane o in abbinamento a del miele. 

La campagna umbra regala un altro prodotto dalle sfumature vermiglie: lo zafferano. Il primo riferimento alla spezia è attestabile in testo del 1200, tratto da un libro contabile del monastero di Santa Maria di Valdiponte. La coltivazione dei preziosi stimmi è stata recentemente riportata in auge, specie dei comuni di Cascia, Città della Pieve e Spoleto. La spezia arricchisce con il suo profumo primi piatti, zuppe e dolcetti come i tradizionali tozzetti umbri allo zafferano.

Il rigoglio della natura umbra torna a manifestarsi nel periodo primaverile. C’è un’ampissima varietà di erbe campagnole spontanee e commestibili tra cui scegliere per arricchire i propri piatti. Nel gruppo ne troviamo alcune non nomi molto curiosi come il grugno o il caccialepre, entrambi deliziosi ripassati in padella con dell’olio umbro

L’Umbria è una terra che vanta un patrimonio boschivo incantevole, custode di due prodotti molto noti: il tartufo nero pregiato e lo scorzone. Il primo è famoso per il suo incredibile profumo le cui note delicate e avvolgenti sono connotate anche da sfumature dolciastre. La bontà del tartufo nero è esaltata dal calore della portata ed è pertanto consigliato provarlo in un piatto di strangozzi fumanti. 

Lo scorzone, noto anche con il nome di tartufo estivo o autunnale, è meno pregiato del tartufo nero suo fratello. Il primo ha un profumo gradevole, ma certo meno intenso, il che lo rende ideale per la preparazione di salse o per aromatizzare delle uova strapazzate. Il tartufo autunnale, conosciuto anche come uncinato, ha un aroma più intenso e sul palato libera note di funghi porcini e nocciole. Da esaltare con dell’ottimo olio extravergine di oliva, il tartufo uncinato è perfetto per corredare a crudo primi piatti o secondi di carne.

tartufo - prodotti della campagna umbra