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È innegabile che l’Umbria abbia un aspetto affine, simile in alcuni tratti, a quello della così detta Terra di Mezzo, e in particolare alla Contea, verdissimo luogo di fantasia, nato dal genio di J.R.R.Tolkien. Purtroppo non si può dire invece che l’autore di una delle saghe fantasy più note ed apprezzate dei tempi odierni, cioè Il signore degli anelli, si sia ispirato al cuore verde d’Italia per scrivere il suo capolavoro. Una sconfinata bibliografia internazionale racconta e spiega le origini, reali o ipotetiche, di ogni singolo dettaglio della trilogia e di ogni altro racconto ambientato nella Terra di Mezzo. Eppure questo legame del verde umbro con quello inglese e tolkieniano resta nell’intuito di chi della saga è appassionato in Umbria, e si sente un po’ Hobbit, quasi come  volesse realizzare una specie di gemellaggio tra fantasia e mondo reale. È solo un desiderio? È follia? Oppure la pancia intuisce qualcosa che effettivamente legò Tolkien all’Umbria?

Stiracchiamo questo sogno. Se si va ad indagare si può dire che in effetti un piccolo, flebile, legame con il grande autore c’è, perché il Professore visitò l’Umbria in occasione di uno dei suoi viaggi in Italia nell’agosto del 1955.

Lo raccontano in questi giorni un paio di grandi pannelli appartenenti alla mostra “TOLKIEN. Uomo, professore, autore”, visitabile fino a luglio al Palazzo Reale di Napoli. Un po’ di Umbria quindi fa mostra di sé timidamente anche in Campania, creando un curioso viaggio della mente fra luoghi e mondi, tra Napoli, Assisi, Oxford, la Contea e le idee di un grandissimo autore del ‘900.

Ma come si svolse questo viaggio avvenuto nel ’55? Ebbe un qualche tipo di impatto sulla storia della nota e coraggiosa compagnia di elfi, nani, uomini e hobbit?

Tolkien in Umbria - campagna umbra

Il viaggio di Tolkien in Umbria

È necessario subito buttare giù dal cielo un’illusione: per quanto la maggior parte degli scrittori inserisca ciò che vede e conosce nelle proprie narrazioni, e ciò per Tolkien è particolarmente vero, è piuttosto improbabile che la campagna umbra abbia fornito qualche suggestiva immagine o dettaglio all’autore per la propria saga.

Nell’estate del 1955, periodo in cui l’autore visitò differenti città italiane, ed in Umbria in particolare Assisi con la figlia Priscilla, La compagnia dell’anello Le due torri , i primi due volumi della trilogia, erano stati già pubblicati in Inghilterra.

C’è tuttavia un evento curioso che unisce Il ritorno del re al cuore verde d’Italia.  Tolkien si vide recapitare proprio ad Assisi le bozze finali del volume e in alcune lettere partite proprio dalla città di San Francesco suggerì delle ultime modifiche: si sa, l’ultima bozza non è mai l’ultima.

Il terzo capitolo de Il signore degli anelli sarebbe stato pubblicato ad ottobre.  Perciò, se l’Umbria non ha ispirato nulla della Terra di Mezzo, e come una controfigura gli assomiglia soltanto, la città di Assisi può orgogliosamente dire di aver fatto da location alle correzioni finali di una delle fatiche dello scrittore.

Mentre lavorava ai suoi testi e al suo diario di viaggio, il Giornale d’Italia, il Professore alloggiò insieme alla figlia presso il complesso di Santa Colette delle Clarisse francesi, ancora oggi esistente, e visitò numerosi luoghi di culto e di interesse artistico.

Si ha testimonianza da alcune lettere di Priscilla e testi del Giornale d’Italia di momenti di grande spiritualità vissuti dallo scrittore fantasy nella Basilica di Santa Chiara, nella Cattedrale di San Rufino e nel Complesso di San Damiano.

Questi edifici del culto sono tutt’oggi visitabili.

La Basilica di Santa Chiara, costruita accanto al luogo della prima sepoltura di San Francesco e Santa Chiara, custodisce oggi le spoglie della beata e il Crocifisso di San Damiano, risalente probabilmente al 1100 (Per visite: www.assisisantachiara.it).

La Cattedrale di San Rufino altro non è che il Duomo di Assisi, da non confondere con la Basilica.

Sorge nell’omonima piazza di San Rufino e conserva molte opere d’arte di varia natura e paternità, come il Crocifisso di Dono Doni , e una cripta (Per visite: www.assisimuseodiocesano.it/la-cattedrale-di-san-rufino/).

San Damiano - Assisi - Tolkien in Umbria

San Damiano

Il luogo che pare colpì più di ogni altro J.R.R.Tolkien fu, come lui stesso documenta, il complesso di San Damiano ad Assisi, costituito dal convento francescano e dalla chiesetta originaria, dove si narra pregò San Francesco in persona.

Di questa struttura Tolkien scrive:

“Ho percepito l’intero luogo molto più impregnato della sensibilità di Santa Chiara e San Francesco che qualsiasi altra parte di Assisi, anche delle tombe.”

Si può quindi dire, senza gravi errori, che la spiccata sacralità di alcuni luoghi umbri toccò il cuore dello scrittore.

Magari tale spiritualità non finì direttamente nel suo Il ritorno del re ma folgorò il professore e l’uomo, come fece la lingua italiana, tanto che tornando dal suo viaggio scrisse in una corrispondenza al figlio Christopher: ” Sono innamorato dell’italiano […] dobbiamo continuare a studiarlo”.

Peccato che l’Italia non ripagò con lo stesso entusiasmo questo amore. Un anno dopo la pubblicazione dei primi due volumi della trilogia in Inghilterra (avvenuta nel 1954-55) la Mondadori di allora rifiutò i due libri. Lo rifece con l’intera saga nel 1962.

La compagnia dell’anello vide gli scaffali delle librerie italiane per la prima volta nel 1967, grazie alla casa editrice Astrolabio.

Tolkien in Umbria - pannello mostra Napoli 2024