Nel cuore dell’Umbria esiste un luogo suggestivo, caratterizzato da rigoroso silenzio e ricco di spiritualità: si tratta dello Speco di Sant’Urbano uno dei santuari più importanti del francescanesimo, situato nelle vicinanze di Narni a circa 600 m s.l.m. Venne fondato da Francesco d’Assisi nel 1213, mentre compiva il suo giro apostolico nella bassa Umbria.

Nel corso del tempo ha assunto una grande importanza religiosa ed è divenuto meta di numerosissimi pellegrinaggi. Lo speco rappresenta una spaccatura lunga 60 m che scende quasi verticalmente nella vallata sottostante. Prima dell’arrivo del santo di Assisi, il sito era noto come Eremo di Sant’Urbano: fu fondato dai Benedettini intorno all’anno 1000 e comprendeva l’Oratorio di San Silvestro e alcune grotte.

LA STRUTTURA DELL’EREMO

Il complesso è immerso nel verde, in posizione dominante la vallata. Si entra al santuario percorrendo il cosiddetto “Viale del perdono”; all’ ingresso si trova la piccola chiesa, edificata tra il 1585 e i primi anni del Seicento. Costituita da un solo ambiente, presenta un crocifisso ligneo cinquecentesco e un tabernacolo del Seicento. Accanto si apre il chiostro, risalente al Quattrocento, da cui si accede alla Cappella di San Silvestro. L’oratorio, edificato dai Benedettini intorno all’anno 1000, presenta nell’abside un affresco del Trecento, con il Crocifisso e la Madonna, san Giovanni Evangelista, san Francesco e san Silvestro. Altri affreschi raffigurano santa Chiara, san Girolamo e santa Caterina d’Alessandria. 

Dietro l’abside, vi è l’antico pozzo da cui, secondo la tradizione, fu attinta l’acqua che san Francesco tramutò in vino. Dal chiostro si entra anche nel quattrocentesco Refettorio di San Bernardino, dove si conservano le antiche tavole e un lavello in pietra.

Il piccolo chiostro risale al ‘400, quando San Bernardino da Siena fece costruire il dormitorio, le cui finestre si affacciano sulla parte centrale del fabbricato e il refettorio. Qui si può ammirare la cappella di San Silvestro con affreschi del ‘300 riportati da poco alla luce grazie al recente restauro. Attraverso uno stretto corridoio, si accede al locale che racchiude il pozzo, di cui parlano i Fioretti e Tommaso da Celano, dove fu attinta l’acqua che San Francesco malato, secondo la leggenda, trasformò in vino.

Al piano superiore si trovano le celle del Convento di San Bernardino; fondato dal predicatore francescano per accogliere i novizi dell’ordine, ospitò, oltre allo stesso Bernardino, il beato Giovanni Bonvisi da Lucca e il beato Pietro da Rieti. Ingrandito nel corso dei secoli, nell’Ottocento il convento fu prima soppresso e poi riaperto, e solo dal 1942, dopo un restauro, venne nuovamente abitato dai frati.

L’eremo divenne luogo di meditazione e preghiera per la comunità francescana; Francesco vi si ritirava spesso in solitudine nella piccola chiesa, e più in alto nel bosco, in una fenditura della roccia. 

Trascorse qui un periodo di malattia, durante il quale i frati costruirono per lui, accanto allo speco, una celletta in pietra con un letto in legno, ancora esposto in una teca di vetro, e un piccolo oratorio, per permettergli di raccogliersi in preghiera senza spostarsi in chiesa.

IL CASTAGNO SECOLARE

Un viale nel bosco conduce dall’eremo allo speco e agli edifici attigui. Nella fenditura della roccia alcuni ex voto sono riposti nel luogo dove Francesco si ritirava in preghiera. Nell’Oratorio due affreschi raffigurano l’episodio miracoloso dell’acqua trasformata in vino. La piccola cella accanto custodisce il letto del Santo. Nello spazio antistante si erge una alta roccia isolata, chiamata Colonna dell’Angelo, su cui, secondo la tradizione, un angelo apparve al santo suonando una cetra. Il prato è dominato dal castagno secolare: narra la tradizione, che il Santo, prima di lasciare lo Speco, levò le braccia in segno di saluto, cantando le bellezze della natura e lodando Dio, piantò in terra il suo bastone, che divenne albero vigoroso e che, dopo tanti secoli, ancora sembra voler ricordare il canto, la poesia e la preghiera del santo.  

Il santuario dello Speco è anche sinonimo di un ambiente naturalistico fantastico dove è possibile compiere escursioni o rilassanti passeggiate. 

Per ulteriori informazioni su orari e giorni di visite, consultare il sito dedicato www.sacrospeco.com