È ormai superfluo narrare i fatti della Divina Commedia, come è prolisso conversare, in questa sede, del suo celebre autore Dante AlighieriBisogna invece, parlare, scrivere e raccontare la storia di certi ragazzi giovani e talentuosi.

Ragazzi che hanno usato corpo e anima per dare giustizia a una delle opere più grandi dell’intero panorama letterario, costruendo un’esibizione che è stata davvero un piacere per gli umani sensi. 

A riveder le stelle è lo spettacolo della Compagnia Teatrale Agape che si è tenuto, l’ultimo giorno di luglio e il primo di agosto, nella piazza principale di Bevagna.

La rappresentazione è stata un grande successo, il pienone tutte e due le serate. Chi era presente non ha assistito a una Divina Commedia in Umbria, ha visto l’Inferno di Dante a Broadway. 

C’è stata una declinazione espressiva e vivace del testo, intrattenimento puro, quello che molto spesso solo gli americani sanno fare. 

A riveder le stelle

Dietro questo grande lavoro ci sono settanta artisti, fra attori, scenografi, ballerini, musicisti e sarte. Davide Gasparrini è il cuore pulsante, l’ingranaggio, che ha fatto partire l’impresa per nulla facile da realizzare. 

Davide il regista dell’opera, insieme a Angelo Barone, ha sentito la necessità di ritrovare lo spazio artistico e collettivo perso durante il Covid-19. Quello spazio occupato nel corso dell’anno dalle Gaite, la manifestazione medievale che impegna ogni anno a giugno, gli abitanti del posto. 

A riveder le stelle è presentato da Il mercato delle Gaite e il Podestà a cui fanno capo,  Claudio Cecconi, ha subito messo a disposizione il finanziamento necessario per la sua realizzazione. 

Così Davide e la sua numerosa squadra hanno potuto iniziare a lavorare, impiegando l’intero anno prima da remoto, successivamente dal vivo, a comporre il perfetto puzzle di maestrie, utile alla creazione dello spettacolo. Uno studio approfondito e prove su prove, hanno concesso al pubblico di godere appieno dell’opera di Dante. 

A riveder le stelle
A riveder le stelle

La selva oscura, una danza psichedelica di tre fameliche fiere. Un Dante pop e un bravissimo Virgilio che tiene le redini di tutto lo spettacolo. La piazza che si trasforma nel fiume Acheronte, una vera barca viene trascinata dalle anime in pena. E ancora, i gironi dell’inferno. Francesca senza Paolo, perché la forza interpretativa dell’attrice non ha bisogno della presenza maschile. Poi Ciacco, Ulisse in un mare di stoffa blu. Trampoli, fuoco e luci. Un vortice, intenso e travolgente. 

A far da perfetta cornice, oltre alla bellissima piazza F. Silvestri, la musica curata da Danilo Tamburo. Che dire, un arrangiamento celestiale o in questo caso è forse meglio dire infernale, che si è ispirato alla musica trecentesca di Spagna, Francia e Italia.

L’ispirazione per i costumi di scena è stata invece presa dal Giudizio Universale dipinto da Giotto, contemporaneo di Dante, nella cappella degli Scrovegni di Padova. 

A riveder le stelle

Quella che per tutti è stata la pandemia dei dolori e delle occasioni, ha concesso la nascita di questo  spettacolo, che forse, se le cose in questi due anni fossero andate diversamente, non ci sarebbe stato o forse sarebbe stato diverso, non urgente, meno sentito, meno vissuto. 

Mai nessuno avrebbe pensato di assistere al navigar di un’imbarcazione al centro di Bevagna. Mai nessuno avrebbe pensato che ritrovarsi in piazza fosse così dolce. 

Forse li rivedremo ancora, e insieme a loro, rivedremo le stelle.

A riveder le stelle

Fotografie di Stefano Preda