Il 17 ottobre è stata inaugurata l’attesissima mostra dell’artista moravo Ivan Theimer a Foligno a cura di Italo Tomassoni.

Le sue opere sono ospitate all’interno di tre dei complessi architettonici più significativi della città di Foligno, vale a dire l’Abbazia di Sassovivo, il Museo Capitolare Diocesano e il Museo di Palazzo Trinci. La vicenda artistica di Theimer è molto singolare: egli è appassionato viaggiatore e molto attento ai rapporti dell’uomo con la natura e lo spazio, aspetti che con grande passione e genialità sintetizza nella sua arte. 

Personalità versatile e multiforme, grande scultore ma anche raffinato pittore e scenografo, nel suo percorso artistico è rimasto legato al fascino culturale del suo paese natìo, la Moravia, ampliando poi il suo orizzonte. Le sue sculture e i suoi dipinti sono espressione di vitalità e luminosità, rese ancora più evidenti dalle strutture geometriche degli obelischi, il cui movimento verticale verso il cielo ribadisce l’eterna e sconfinata ricerca di quello spazio e di quel tempo che fondono come un unico grande filo conduttore storia passata e realtà presente. 

Ivan Theimer

L’ALLESTIMENTO DELLO SPAZIO URBANO

Da Parigi ad Amburgo, da Bordeaux a Firenze le sue creazioni hanno arricchito il patrimonio artistico nel contesto urbano. L’artista adorna Foligno tramite due opere. La prima illustra Ercole che sostiene simbolicamente il tempo e la storia, materializzata in un obelisco che ne mette alla prova lo sforzo.

La seconda scultura di Theimer che accoglie Foligno è il monumento dedicato ai Caduti per la Pace, una originalissima fontana in Piazza Don Minzoni. L’opera (la cui denominazione ufficiale è “Ricordo del dolore umano”) raffigura una clessidra con la presenza di tartarughe, simbolo dell’eternità del tempo e un fregio di bronzo che ricorda alcuni episodi della storia folignate: il sacrificio di Colomba Antonietti, il partigiano Franco Ciri, ucciso dai fascisti, la famiglia Tucci trucidata a Sant’Anna di Stazzema dai nazisti, il bombardamento aereo del 22 novembre 1943 e il terremoto del 1997.

Ivan Theimer
Ivan Theimer

LE TRE SEDI DELLA MOSTRA

Quanto alla suddivisione delle opere nelle diverse sedi, a Palazzo Trinci verranno esposti grandi bozzetti scolpiti in bronzo, argento, cristallo di rocca e pietre preziose relativi a vari interventi monumentali di Theimer in spazi urbani e in luoghi di culto, accompagnati da esclusivi disegni preparatori e carnet di viaggi. Presso l’Abbazia di Sassovivo saranno invece visibili imponenti sculture ispirate al tema del sacro. Infine, il Museo Capitolare Diocesano accoglierà una serie di dipinti raramente visibili, o mai esposti prima, affiancati da alcune sculture, che esprimono la forte tensione dell’artista verso il trascendente. Inoltre all’interno della cripta romanica della cattedrale di San Feliciano, parte del percorso espositivo del Museo Diocesano recentemente riaperto al pubblico, si potranno ammirare i bozzetti in bronzo e cristallo di rocca della fontana monumentale Ricordo del dolore umano ispirata alla forma del fonte battesimale alto medievale conservato nel battistero di San Feliciano.

Ivan Theimer

Ivan Theimer ha scelto di vivere a Parigi ma soggiorna spesso in Toscana, a Pietrasanta, dove si trovano la Fonderia d’Arte Massimo Del Chiaro e i vari artigiani con i quali lavora. L’itinerario della mostra fa trasparire come la sua vita e il suo lavoro sono l’incontro di due aspetti: uno, minoritario, di rappresentazione della realtà e uno, preponderante, di allegoria, metafora, mito, simbolo. Emerge un mescolarsi di luoghi, significati, culti, allegorie e memorie si diramano nel contesto odierno, fondendo insieme scultura e architettura in una materia viva e pulsante.

 

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