L’Umbria è storicamente terra di santi, ricca di una spiritualità medievale molto sentita determinata dal secolare influsso francescano. Tuttavia, se ci si discosta da questa visione religiosa, si può scorgere il lato contemporaneo che è insito nella zona del ternano.

Mi vorrei soffermare a Terni, dove sorge il museo di CAOS-Centro Arti Opificio Siri presso una ex fabbrica, custode delle collezioni d’arte contemporanea che inglobano le opere che facevano parte della Pinacoteca comunale Orneore Metelli di Palazzo Gazzoli. Vi si possono ammirare le numerose sculture di uno dei maestri principali dell’arte contemporanea del Novecento, Aurelio De Felice. L’artista è stato il protagonista di importanti e significative gesta quali la fondazione dell’Istituto Statale d’Arte di Terni che volle intitolare all’amico e artista Orneore Metelli, che lo aiutò a farsi conoscere in tutto il mondo.

GLI ANNI DELLA FORMAZIONE ARTISTICA A TERNI

Nato nel borgo medievale di Torreorsina il 29 ottobre del 1915, nella prima metà degli anni Venti del XX secolo, Aurelio frequenta le scuole elementari del paese natale sviluppando uno spiccato interesse per la poesia e il disegno, approcciandosi molto presto alla scultura. Si iscrive nel 1928 alla scuola industriale di Terni dove frequenta la sezione per “Ebanisti-intagliatori”. Prevalentemente si focalizza sulla modellazione della creta e sull’intaglio del legno. A Torreorsina modella il ritratto di qualche persona caratteristica con un realismo quasi fotografico. Terminati i corsi di quella scuola, lavora nelle officine di Terni, ma dopo tre mesi di lavoro nella fabbrica d’armi, scappa a Roma inseguendo il suo sogno di artista contro la volontà del padre, che, infuriato, getta tutte le sue sculture dalla finestra distruggendole. 

IL SUCCESSO DELLA CARRIERA DI DE FELICE TRA ROMA E PARIGI

Durante gli anni del soggiorno a Roma, nel 1936, un amatore d’arte acquista una sua piccola scultura e poi l’aiuta ad iscriversi all’Accademia di Belle Arti della Capitale. La sua scultura si pone nello spirito della “Scuola Romana”, dove gli artisti di questa scuola, raggruppati intorno alla galleria “La Cometa”, operano in una direzione e con criteri opposti all’arte retorica e monumentalistica ufficiale di quel periodo. All’Accademia di Belle Arti (dalla quale viene espulso per avere sostenuto, in una tesina, la necessità di chiudere tutte le accademie o almeno di riformarle radicalmente), frequenta il laboratorio dove conosce Guttuso, Guzzi, Montanarini, Tamburi, i poeti Ungaretti e Libero De Libero. Le sculture realizzate con questo spirito fra il 1937 e il 1941 vincono vari premi e vengono acquistate da alcuni musei e da collezioni private in Italia.

A Parigi, nel 1950, insieme a Gino Severini fondò la “Scuola d’arte italiana”, e su incarico del ministero degli affari esteri, fu incaricato come addetto presso l’”Istituto italiano di cultura“. Dopo 5 anni, tornò in Italia dove fondò la Scuola statale d’arte ad Acqui Terme, e la Scuola d’arte di Volterra. 

Nel 1982 mentre si reca nel suo studio romano, in via Masolino da Panicale, nella zona di Trastevere, viene investito da un’auto riportando gravi lesioni alle gambe. L’incidente accentua la propria natura malinconica che lo fa ritirare in volontario esilio tra le mura della casa di Torre Orsina, dove morirà il 14 giugno 1996. Nel dicembre 1991 aveva ricevuto dalla Presidenza della Repubblica un’importante onorificenza per i meriti artistici e nel febbraio 1993 la sua opera in bronzo Maternità era stata collocata nel parco di Nunobiki, in una splendida altura dominante la città giapponese di Kobe.

IL PERCORSO ESPOSITIVO AL MUSEO CAOS- CENTRO ARTI OPIFICIO SIRI DI TERNI

La bellezza e grandiosità del tratto artistico di Aurelio non si evidenzia solo nella sua produzione scultorea ma anche nella pittura ed in particolare nei suoi disegni, dove la linea sembra sfuggire dal contorno e dalla forma per indagare libera il foglio che prima era creduto vuoto: la sua mano è libera da ogni schema e preconcetto. Significativo era il suo percorso creativo: prima di realizzare le sue sculture, Aurelio era solito schizzarne un bozzetto a matita, al fine di svilupparne un’idea di plasticità. È grazie a questi schizzi che può provare e riprovare a ricercare il vero, afferrarlo per un attimo ed imprimerlo nella carta prima che possa sfuggire dal suo genio creativo. Convintamente anticonformista, non si si lasciò coinvolgere dal dibattito tra realismo e formalismo degli anni cinquanta, continuando una sua strada mirata alla personale rivisitazione del cubismo. Tale percorso è sintetizzato nell’esposizione di 250 opere del museo di Terni, donata dallo stesso Aurelio De Felice nel 1986. È possibile quindi ammirare una parte importante della sua carriera tramite alcune sculture e disegni realizzati dall’artista stesso. Dagli anni della formazione accanto a Pericle Fazzini a quelli di permanenza in Francia, dove gli scambi con maestri quali Pablo Picasso, Ossip Zadkine e Constantin Brancusi ne indirizzano la riflessione e la sperimentazione formale, fino al periodo della maturità. Sono presenti anche dei dipinti di importanti artisti italiani e stranieri del Novecento, tra cui opere di pittori naïfs e quelle dell’amico Orneore Metelli.

Aurelio De Felice. Sensi del primitivo è il titolo della retrospettiva con la quale si intende omaggiare il grande artista ternano. In mostra sono esposte una quarantina tra opere grafiche e sculture prodotte da De Felice e conservate nelle collezioni museali. Sarà questa l’occasione per rileggere il rapporto dell’autore con il primitivismo italiano e internazionale, prima in relazione all’importante situazione della Scuola di Via Cavour e poi in continuità con la cultura visiva della Parigi primonovecentesca.

Con questa mostra si intende dunque riportare l’attenzione su un importante personaggio ternano e riattivare così un processo di riscoperta e di valorizzazione oggi più che mai necessario. La mostra, inaugurata lo scorso ottobre, è tornata visibile il 29 aprile ed è stata prorogata fino al 30 maggio 2021 negli orari di apertura del museo.

 

Per informazioni su giorni e gli orari di apertura, visitare il sito dedicato http://www.museodefelice.comune.terni.it/