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Una storia durata meno di due secoli (1120-1314) ma che ha lasciato tracce profonde nell’immaginario della società occidentale.

Perugia templare. I luoghi degli ordini di Terrasanta” è il titolo del focus che il Festival del Medioevo dedica il 12 e il 13 aprile 2024 alle controverse vicende dell’ordine dei cavalieri del Tempio, fondato nel XII secolo da Ugo di Payns per proteggere i pellegrini che si recavano in Terrasanta e poi diventato, nel giro di qualche decennio, un modello organizzativo per altri ordini monastico-militari come gli ospitalieri e i cavalieri teutonici.

Sede dell’appuntamento culturale è l’Auditorium San Francesco al Prato. Protagonisti dell’evento sei tra i più qualificati studiosi dell’età medievale e dell’Umbria del XIII secolo: Simonetta CerriniFranco CardiniNicolangelo D’Acunto, Attilio Bartoli LangeliKristjan Toomaspoeg e Mirko Santanicchia.

auditorium-san-francesco-suono-impianto - Perugia Templare

Al centro delle lezioni di storia il racconto del “secolo d’oro” di Perugia e San Bevignate, la più importante e significativa chiesa templare al mondo, dove si conserva un eccezionale ciclo di affreschi realizzato nel momento storico di massimo splendore dell’ordine religioso-cavalleresco.

Il territorio di Perugia sarà protagonista anche delle visite guidate di sabato 13 aprile, a cura di Mirko Santanicchia, che accompagnerà i partecipanti alla scoperta della chiesa di San Bevignate, del complesso monumentale di San Manno e del castello dei Cavalieri di Malta di Magione.

“Perugia templare” è organizzata in collaborazione con il Comune di Perugia. L’amministrazione comunale perugina nel 2017 ha aderito, in qualità di membro attivo, alla Templar Route European Federation, associazione europea che vede tra i suoi membri fondatori la città francese di Troyes del Dipartimento di Aube en Champagne, quella portoghese di Tomar e la spagnola Ponferrada.
L’obiettivo principale della TREF è quello di riunire i territori segnati dalla presenza di testimonianze monumentali collegabili ai templari, al fine di realizzare uno specifico itinerario culturale riconosciuto dal Consiglio d’Europa.