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A carnevale anche l’Umbria indossa le sue maschere, emblema del divertimento e della frivolezza di questo periodo festivo. Oggi le scopriamo insieme.

Il carnevale è una festività particolarmente apprezzata essendo caratterizzata da divertimento ed eventi in cui è spesso obbligatorio il travestimento. Le maschere, oltre a essere una peculiarità delle feste contemporanee, sono un aspetto molto importante della tradizione storica regionale. In Umbria è possibile trovare cinque icone carnevalesche. 

La maschera più famosa e antica è Bartoccio, un perugino della piana del Tevere connotato da una certa rozzezza ma il cui carattere è sagace e gioviale. Il personaggio è passato alla storia per le sue “bartocciate”, pungenti invettive satiriche redatte in dialetto contro il potere costituito, sia si tratti della classe politica, della Chiesa o delle istituzioni. La maschera, spesso imbavagliata dalla censura, continuò a satireggiare nel tempo. Basti pensare che le bartocciate ironizzarono anche su Mussolini, Hitler e Stalin nel difficile periodo del secondo dopoguerra. 

bartoccio - dolce che rappresenta il bartoccio

Molto recenti sono le restanti quattro maschere della commedia dell’arte, nate nel 2015 grazie alla fantasia artistica di Oliviero Piacenti e alla filastrocca antica tramandatagli oralmente dalla madre. Ogni personaggio, pur essendo nato in un rione di Avigliano umbro, rappresenta l’intera regione con i suoi modi di dire e il suo dialetto.

“Chi è morto? Nasotorto! E chi lo ha accompagnato? Nasoacciaccato! E chi suona la campanella? Chicchirichella!”

Nasotorto nasce nel rione di Madonna delle grazie e, con il suo inconfondibile cappello di lana con nappa nero, è l’archetipo dell’avaro. Il personaggio amministra con parsimonia il suo denaro, tanto da risparmiare persino sulla legna con cui si riscalda. Da qui deriva il suo perenne raffreddore, tratto distintivo insieme alla sacca con i denari e al fazzoletto di pizzo bianco, emblema del suo status sociale. Nasotorto è schivo poiché è convinto che l’opportunismo sia alla base di ogni comportamento umano.

Nasoacciaccato proviene dal rione di Sant’Egidio ed è un personaggio dall’indole scaltra che girovaga con il suo bastone e fagotto – contenente i suoi averi – in attesa di gabbare il prossimo. Nullatenente e nullafacente, la maschera è spesso in compagnia di Chicchirichella, amico nonché suo rivale in amore.

Chicchirichella è del rione di Castelluzzo e, a differenza di Nasotorto, è un vagabondo dallo spirito bohemienne che a stento vive della propria musica. Con il suo liuto e l’inconfondibile penna d’oca infilata nel cappello, Chicchirichella rifugge le responsabilità sfoggiando un carattere infantile, stravagante e vivace. 

Rosalinda è di Pian dell’Ara. Ispirata a un personaggio esistente, la maschera incarna lo charme femminile e l’astuzia più sottile. Affascinante e dal carattere indipendente, Rosalinda è indecisa tra i suoi contendenti, il cui amore viene da lei sapientemente manipolato. La donna ambisce anche all’eredità di Nasotorto, di cui è lontana nipote. Caratterizzata dal suo inconfondibile ventaglio, Rosalinda è l’archetipo della principessa che, tuttavia, può fare a meno del suo principe azzurro.